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RELAZIONE
DEL POSTULATORE GENERALE
Premessa
So che, da parte del governo centrale dell’Ordine, non è stato facile giungere alla successione di fra Ambrogio. Ringrazio della fiducia che è stata posta in me e fin dall’inizio di questa relazione ringrazio sentitamente anche il padre Sanna per la pazienza dimostrata nell’avviarmi nell’ufficio di Postulatore generale.
E’
ovvio che la presente relazione riguarderà in massima parte il lavoro svolto
dal mio benemerito predecessore, tanto più che anche in quest’ultimo anno
egli non ha per nulla “tirato i remi in barca”, ma ha approfittato per
completare alcuni lavori che gli stavano a cuore, oltre ad aiutare me nel
muovere i primi passi nella promozione delle Cause di canonizzazione.
Articolerò
le informazioni tenendo presente lo stato di avanzamento delle singole Cause,
-
cominciando
dalle più recenti o, per meglio dire, da quelle che hanno mosso appena i primi
passi e si trovano ancora nella fase di “inchiesta diocesana”;
-
proseguirò
poi informando su quanto è stato fatto nel sessennio per le Cause giunte alla
Congregazione per le Cause dei Santi, sia per ciò che si riferisce allo studio
che consente di predisporre la “Positio super vita, virtutibus et fama
sanctitatis” o la “Positio super martyrio” dei Servi di Dio, e sia per la
fase di discussione ai vari livelli della Congregazione;
-
passerò
poi a riferire sulle beatificazioni avvenute e prossime a realizzarsi;
-
infine
darò notizia delle Cause di beati avviate alla canonizzazione formale e
dell’unica canonizzazione svoltasi durante il sessennio;
-
a
mo’ di appendice presenterò alcune Cause “auspicate”.
1.
Promozione delle Cause in fase diocesana
A.
Tre sono le Cause che sono state aperte in questo sessennio e che si trovano
ancora in fase diocesana.
Su
esplicita richiesta dell’Ordinario del luogo, mons. Luis Bambaren, con
l’appoggio della Conferenza Episcopale Peruviana, la Congregazione per le
Cause dei Santi ha autorizzato, in data 5 giugno 1995, l’apertura della Causa
di canonizzazione con un anno di anticipo sul termine previsto dall’attuale
legislazione (cinque anni dopo la morte del Servo di Dio).
Poco
più tardi, nominato il Vicepostulatore a Chimbote nella persona di p. Stanislao
Olbrycht, attuale parroco di Pariacoto, è iniziata l’inchiesta diocesana
sotto la responsabilità del Vescovo di Chimbote. Successivamente, nel 1996,
sono stati chiesti e realizzati i processi rogatoriali a Cracovia e Bergamo,
allo scopo di assumere testimonianze e documenti sull’infanzia, la formazione
e i primi anni di apostolato dei Servi di Dio.
Al
presente l’inchiesta diocesana sta per giungere alla conclusione.
1.2
- Servo di Dio Francesco (Costantino) Mazzieri,
fondatore della nostra missione in Zambia e primo Vescovo di Ndola, morto a
Ibenga (Zambia) il 19 agosto 1983, all’età di 94 anni..
Gli
auspici per l’avvio della Causa di canonizzazione di p. Mazzieri sono iniziati
poco dopo la sua morte, in particolare in occasione del centenario della sua
nascita (1989), per impulso della Provincia delle Marche, di cui il confratello
Vescovo era stato membro.
Il
primo passo ufficiale della Causa è stato fatto il 30 maggio 1996 dal Ministro
provinciale delle Marche con l’unanime appoggio dell’assemblea della CIMP.
Alla richiesta, rivolta al Ministro generale, di promuovere la Causa presso gli
uffici competenti, non faceva seguito la consegna della necessaria
documentazione che avrebbe dovuto giustificare il consenso del governo centrale
dell’Ordine. Nel frattempo, però, il Vescovo di Ndola otteneva, in data 14
aprile 1999, il “nulla osta” della Santa Sede per l’avvio dell’inchiesta
diocesana.
Agli
inizi dell’anno 2000 vengono compiuti tutti gli adempimenti formali prescritti
e il 27 aprile dello stesso anno ha avuto luogo a Ndola la prima sessione del
processo. Si è avviata, perciò, la escussione dei testimoni residenti in
Zambia e, in pari tempo, è stato chiesto, per rogatoria, al Vescovo di
Ancona-Osimo, di istruire un’inchiesta supplementare per l’audizione dei
testimoni residenti in Italia e per la raccolta della relativa documentazione.
1.3
- Servo di Dio Leone (Clovis) Veuthey,
sacerdote della Provincia di Svizzera, per molti anni docente al nostro Collegio
Internazionale e in altri centri di studio romani, morto a Roma il 7 giugno
1974.
La
fama di santità di p. Veuthey era chiaramente sentita da molti nostri
confratelli e da altre persone che lo avevano avuto professore e guida
spirituale. In particolare, un gruppo di persone, coordinate da p. Ernesto
Piacentini, nel quinto anniversario della morte del Servo di Dio (1979)
costituiva la “Associazione Amici di Padre Leone Veuthey”, impegnata a tener
viva la memoria del nostro confratello, a pubblicarne gli scritti e a
raccogliere i documenti sulla vita e le virtù di lui, facilitando così
l’avvio della Causa di canonizzazione.
Il
Capitolo generale ordinario del 1995 approvò la mozione presentata dal Ministro
provinciale di Svizzera con cui si auspicava la promozione della Causa di p.
Veuthey. Ciò fu possibile il 20 settembre 1997, allorché il Ministro generale
con il suo Definitorio dava mandato al Postulatore generale di avanzare formale
richiesta al Vicario della Diocesi di Roma.
In
data 3 marzo 1998 il p. Ambrogio Sanna presentava al card. Camillo Ruini il
“supplex libellus” con la dovuta documentazione. Compiute le prime formalità
(parere favorevole dei vescovi del Lazio, editto informativo e voto dei due
censori teologi sugli scritti editi del Servo di Dio), si è ora in attesa che
venga concesso dalla Santa Sede il “nulla osta” affinché si possa indire la
prima, e pubblica, sessione dell’inchiesta diocesana.
B.
Altre tre Cause risultano ancora aperte in sede diocesana, pur essendo state
avviate canonicamente nei sessenni precedenti.
1.4
- Servo di Dio Quirico Pignalberi,
confondatore della Milizia dell’Immacolata, per circa 40 anni maestro dei
novizi della Provincia Romana, morto ad Anzio il 19 luglio 1982, tre mesi prima
della canonizzazione di san Massimiliano Kolbe.
L’inchiesta
diocesana è stata aperta il 20 luglio 1992 nel convento del Piglio, dove p.
Quirico ha trascorso oltre metà della sua vita.
In questi anni sono stati ascoltati 75 testimoni e ci si sta avviando verso la sessione conclusiva del processo diocesano. Si attende, in particolare, che la commissione degli esperti nominata dal Vescovo possa esaminare gli scritti inediti del Servo di Dio e la documentazione riguardante la sua vita, le virtù e la fama di santità.
Quanto
prima, si spera, la fase diocesana dovrebbe concludersi, in modo da poter
avviare lo studio della Causa presso la Congregazione per le Cause dei Santi.
1.5
- Serva di Dio Concetta Lombardo,
giovane appartenente all’Ordine Francescano Secolare, uccisa a 24 anni nel
1948 a Stalettì (Catanzaro) per essersi rifiutata di seguire un padre di
famiglia che si era invaghito di lei.
Effettuati
gli atti preliminari, con l’accettazione della Causa da parte del governo
centrale dell’Ordine, nel 1988, l’Arcivescovo di Catanzaro ha aperto il 30
gennaio 1990 l’indagine diocesana, nel corso della quale sono stati ascoltati
tutti i testimoni previsti. Il processo ha subito qualche rallentamento a motivo
della morte di due membri del tribunale ecclesiastico, nonché della necessità
di riascoltare alcuni testimoni, onde acquisire varie chiarificazioni.
Di
recente, il 25 ottobre 2000, i resti mortali della Serva di Dio sono stati
traslati nella chiesa parrocchiale, senza però procedere alla ricognizione
canonica.
1.6
- Servo di Dio Dolindo Ruotolo,
sacerdote del clero di Napoli, membro dell’Ordine Francescano Secolare, morto
quasi novantenne nel 1970.
Fin dal 1978 il Ministro generale, con il consenso del Definitorio, accettava che la Causa del Servo di Dio fosse affidata alla nostra Postulazione; si avviava, così, la raccolta della documentazione necessaria per l’apertura formale dell’inchiesta diocesana. Contemporaneamente il Postulatore chiedeva che venissero pubblicati sia l’autobiografia di don Dolindo sia alcuni suoi scritti spirituali.
Sollecitato
ormai da numerose e autorevoli petizioni, fra Ambrogio Sanna ha presentato nel
febbraio 1995 la richiesta formale dell’apertura del processo di
canonizzazione, consegnando tutti gli scritti del Servo di Dio per l’esame dei
teologi censori.
All’inizio
di gennaio del 1997 l’Arcivescovo di Napoli ha chiesto alla Congregazione per
le Cause dei Santi il “nulla osta” della Santa Sede per l’istruzione della
Causa, ma fino ad oggi non è stata data alcuna risposta.
C.
Altre due Cause sono state affidate ufficialmente alla nostra Postulazione
generale, ma finora non è stato possibile giungere agli atti formali per
l’avvio, in sede diocesana, dell’inchiesta canonica.
1.7
- Serva di Dio Santina Collani,
religiosa delle Sorelle della Misericordia, un istituto aggregato al nostro
Ordine, morta a Vercelli nel 1927.
Nel
1992 la Superiora generale delle Sorelle della Misericordia ha chiesto
all’Ordine di promuovere la Causa e in data 7 settembre 1993 il Ministro
generale ha accolto la richiesta, affidando al Postulatore generale l’incarico
di compiere i passi necessari per l’apertura dell’inchiesta diocesana.
Nominato
subito come Vicepostulatore un sacerdote della diocesi di Vercelli, il 25 aprile
1995 l’Arcivescovo ha promulgato l’editto informativo in vista
dell’introduzione della Causa. L’iter canonico, però, è stato frenato sia
dalla morte del Vicepostulatore e dalla necessità di nominare il suo
successore, e sia dal cambio dell’Arcivescovo, avvenuto in febbraio del 1996.
Da allora la Causa tace.
1.8
- Serva di Dio Veronica Antal,
giovane ventiduenne, appartenente all’Ordine Francescano Secolare e iscritta
alla Milizia dell’Immacolata, uccisa nei pressi di Halaucesti (Romania) perché
volle difendere fino all’ultimo la sua purezza.
La
fama del martirio di Veronica è sempre stata molto viva tra la popolazione
cattolica di Moldavia, ma solo negli anni ’90 fu possibile iniziare i passi
necessari per promuovere la Causa. Nel 1994 fra Eugen Blajut raccolse oltre 200
testimonianze scritte sulle virtù e sul martirio di Veronica.
Il
30 luglio 1996 il Capitolo provinciale di Romania ha approvato la richiesta di
promuovere la Causa; il 15 ottobre dello stesso anno il Ministro generale ha
affidato la Causa stessa alla nostra Postulazione generale. Fra Ambrogio Sanna
ha avviato subito i passi necessari. Quanto prima la Provincia sarà in grado di
mettere un giovane sacerdote a disposizione affinché possa seguire con la
competenza necessaria, l’iter della Causa.
Si
ha conoscenza anche di grazie speciali e di guarigioni prodigiose ottenute per
l’intercessione della Serva di Dio.
2.
Cause in fase di studio presso la
Congregazione vaticana
Otto
sono, attualmente, le Cause di Servi di Dio che risultano in fase di studio
presso la Congregazione per le Cause dei Santi, in preparazione della “Positio
super martyrio”, oppure “super vita, virtutibus ac fama sanctitatis”.
2.1
- Servo di Dio Francesco Zirano,
sacerdote della Provincia di Sardegna, scorticato vivo da giannizzeri maomettani
il 25 gennaio 1603 ad Algeri, ove si era recato per riscattare dalla schiavitù
il cugino e confratello diacono Francesco Serra.
Già
nel 1731 si era cercato di avviare il processo per il martirio dello Zirano, ma
a Roma tale richiesta si era incrociata con una analoga avanzata dagli
Osservanti di Sardegna, i quali consideravano il Servo di Dio appartenente alla
loro famiglia. Nonostante i chiarimenti forniti nel 1745 dal Ministro
provinciale p. Luigi Sanna, con i quali si dimostrava l’appartenenza dello
Zirano ai Conventuali, la Causa non riuscì a partire.
Solo
nel gennaio 1984 il Ministro generale, con il consenso del Definitorio,
accoglieva la richiesta della Provincia di Sardegna di promuovere la Causa di
canonizzazione. Con il “nulla osta” della Santa Sede l’Arcivescovo di
Sassari aprì nel settembre 1990 l’inchiesta diocesana circa l’asserito
martirio dello Zirano e la concluse un anno più tardi, essendo stata acquisita
abbondante e sicura documentazione storica.
Nel
corso di quest’ultimo sessennio è stato elaborato il “Summarium
documentorum” e quanto prima sarà consegnata anche la “Informatio super
martyrio”, stesa da fra Ambrogio Sanna e da lui stesso rielaborata con tenacia
e amore, particolarmente nel corso del presente anno 2000. Si spera, quindi, di
rendere pubblica l’intera “Positio” nei primi mesi del 2001.
2.2 - Venerabile Servo di Dio Giuseppe Maria Cesa, sacerdote della Provincia di Napoli, contemporaneo di san Francesco Antonio Fasani e del beato Antonio Lucci, morto ad Avellino nel 1744.
La
Causa di beatificazione venne avviata a soli 10 anni dalla morte del Cesa e nel
1762 la S. Congregazione dei Riti pubblicava il “decretum super non cultu”,
ma poi tutto si fermò. Dopo alcuni tentativi di ripresa, nel 1983 la
Postulazione ottenne che si riprendesse la Causa, favorita dalla ricognizione
dei resti mortali del Venerabile Servo di Dio e dall’acquisizione di un
rilevante numero di documenti. Negli anni successivi, esattamente nel 1989, fu
pubblicata una nuova biografia critica del Cesa, scritta dallo storico p.
Gustavo Parisciani.
All’inizio
del presente sessennio, nel 1995, è stata costituita dal Vescovo di Avellino
una nuova Commissione di esperti storici per la raccolta e l’esame della
documentazione ed ora si attende che la Commissione completi il suo lavoro, dopo
di che si procederà alla stesura della “Positio”, sotto la guida del
relatore p. Cristoforo Bove.
2.3
- Servo di Dio Didaco Kelemen,
apostolo e predicatore popolare, già Ministro provinciale di Ungheria, morto a
Miskolc nel 1744.
La
fama di santità del Kelemen si diffuse in Ungheria subito dopo la sua morte,
come risulta dalla “Vita Servi Dei” scritta nello stesso anno 1744 da un suo
discepolo, e presto si diffuse pure nel nostro Ordine, come emerge da vari
documenti della metà del secolo XVIII.
Nel 1774-76 il Vescovo di Eger istruì il processo “super non cultu”, che però rimase incompleto, solo perché il Vescovo non lo concluse con la sua sentenza. Nel 1794 anche il Vescovo di Alba Julia istruì un processo “super fama virtutum et miraculorum”, che fu chiuso dopo la escussione di un solo teste e l’acquisizione di alcuni documenti sulla vita e virtù del Servo di Dio provenienti dalla Curia vescovile di Eger. Neppure questo processo, tuttavia, poté essere trasmesso a Roma, in quell’epoca, per difficoltà politiche di allora.
Nel
1927 una nuova biografia del Kelemen suscitò nei frati ungheresi e nei
superiori dell’Ordine un nuovo interesse alla Causa, che nel 1938 si arricchì,
in seguito alla trasmissione alla Postulazione generale di una copia autenticata
dei documenti dei processi precedenti.
Nel
1975 il p. Raimondo Rakos pubblicava a Roma un’ampia biografia e molte lettere
del Kelemen e due anni più tardi il primate di Ungheria card. Lekai presentava
a Paolo VI una lettera, firmata da tutti i vescovi della nazione, con cui si
sollecitava la ripresa della Causa. Questo fu possibile nel 1978 allorché il
Postulatore generale p. Donald Kos presentò alla Congregazione vaticana il
transunto del processo di Eger.
Nel
1979-80 si procedette alla ricognizione dei resti mortali del Servo di Dio e ad
una loro conveniente tumulazione nella nostra chiesa di Miskolc. L’anno
seguente il Postulatore p. Sanna presentava alla Congregazione la “Positio
super scriptis”, cui seguiva il decreto di approvazione.
Dopo
la promulgazione delle nuove normative circa le Cause di canonizzazione, nel
1984 il Vescovo di Eger istruì un processo “super continuatione famae
sanctitatis Servi Dei”, mentre nel frattempo p. Ernesto Piacentini raccoglieva
in Ungheria nuovi documenti sul Kelemen e successivamente giungevano alla
Postulazione i documenti conservati nell’archivio capitolare di Alba Julia.
Si
ritenne conclusa, in tal modo, la raccolta della documentazione, per cui il
Postulatore procedette alla elaborazione del “Summarium documentorum”, che
è stato presentato nel 1996 al relatore nominato dalla Congregazione. Questi,
però, ha consigliato di ampliare ulteriormente le ricerche dei documenti e di
riordinare il “Summarium”. Quanto prima si procederà anche alla stesura
della “Informatio”.
2.4
- Servo di Dio Lodovico Coccapani,
membro della fraternità di Pisa dell’Ordine Francescano Secolare, per molti
anni presidente delle locali Conferenze di San Vincenzo, morto a Calcinaia
(Pisa) il 14 novembre 1931.
Fin
dall’inizio la Causa di canonizzazione fu affidata alla nostra Postulazione e
p. Antonio Ricciardi la seguì nella prima fase dell’iter diocesano, vale a
dire dal 1949 al 1966, allorché il processo si fermò per difficoltà
estrinseche alla Causa.
Solo
nel 1989 con l’attuale Arcivescovo di Pisa, mons. Alessandro Plotti, il
Postulatore fra Ambrogio Sanna riuscì a sbloccare il processo, che poté essere
chiuso il 15 novembre 1996 nella basilica di san Francesco, a Pisa.
Trasmessi
alla Congregazione, gli Atti dell’inchiesta diocesana furono canonicamente
aperti con decreto del 28 gennaio 1997. Nell’esame degli Atti vennero
segnalate due omissioni di forma, alle quali si è cercato di supplire in questi
anni. Si è ora in attesa che la Curia arcivescovile di Pisa trasmetta tali
adempimenti, al fine di ottenere il decreto di validità dell’inchiesta
diocesana e di procedere alla redazione della “Positio super vita, virtutibus
et fama sanctitatis” di Lodovico Coccapani, vero servitore di Dio e dei poveri
ed emarginati.
2.5
- Servo di Dio Melchiorre (Giuseppe) Fordon,
sacerdote già della Diocesi di Vilnius, poi superiore del nostro convento di
Grodno, allorché esso nel 1919 fu restituito alla Provincia di Polonia, morto
il 27 febbraio 1927 a Grodno, allora territorio della Polonia, annesso poi
all’URSS ed ora facente parte della Repubblica di Bielorussia.
La
Postulazione generale tentò di promuovere la Causa di canonizzazione già nel
1964, ma ciò fu possibile soltanto nel 1991, con l’indipendenza della
Bielorussia e la costituzione della Diocesi di Grodno.
Con
il consenso del Vescovo di Grodno il processo diocesano fu istruito a Varsavia,
con autorizzazione della Congregazione per le Cause dei Santi, concessa il 1
settembre 1993.
L’inchiesta
diocesana, seguita con sollecitudine dal Vicepostulatore fra Gregorio Bartosik,
coadiuvato da Grodno da fra Giuseppe Makarczyk, ebbe inizio il 30 giugno 1997 e
fu completata il 21 settembre 1998.
Presentato
a Roma, il transunto degli Atti dell’inchiesta fu aperto con decreto del 12
novembre 1998, mentre il successivo decreto di validità degli stessi Atti fu
emanato esattamente un anno dopo, il 12 novembre 1999, sanando un presunto
difetto formale, a motivo dell’assenza del consenso della Conferenza
Episcopale regionale.
Per
conto della Postulazione generale si sta procedendo alla traduzione di uno dei
volumi del processo, dopo di che si chiederà la nomina del relatore della Causa
e si avvierà lo studio per la redazione della “Positio super vita, virtutibus
et fama sanctitatis” di questo Servo di Dio, che negli ultimi anni di vita fu
pure confessore e consigliere di san Massimiliano Kolbe.
2.6
- Servo di Dio Tommaso da Celano,
discepolo e biografo del Serafico Padre san Francesco, da tempo immemorabile
chiamato “beato”, morto a Tagliacozzo (L’Aquila) nel 1260.
La
promozione della Causa di canonizzazione di Tommaso da Celano, ripetutamente
auspicata nel corso dei secoli dalle Famiglie francescane, si riaffermò nel
1960 in occasione delle celebrazioni del settimo centenario della morte del
“beato”.
Nel
1968 il Vescovo di Avezzano istituì la commissione storica diocesana per la
ricerca e l’esame della documentazione necessaria in vista del processo
“super cultu ab immemorabili” che, ad istanza del Postulatore generale p.
Antonio Ricciardi, fu istruito nel 1970-71.
Trasmessi
gli Atti alla Congregazione, nel 1973 si procedette alla stesura della prima “Positio”,
che risultò troppo scarsa, come avvenne pure per la seconda stesura (1976). La
terza elaborazione della “Positio super cultu ab immemorabili”, curata da p.
Giovanni Bastianini, fu presentata dal nuovo Postulatore p. Ambrogio Sanna nel
1980. Dopo lungo studio da parte di due relatori, succedutisi in quegli anni, la
Congregazione per le Cause dei Santi emanò, in data 27 novembre 1991, il
decreto “super validitate processus”.
Nel
1983 era stata rinnovata la legislazione per la trattazione delle Cause dei
Santi e per tal motivo si dovette impostare lo studio della Causa del Celano in
vista di preparare una “Positio super cultu immemorabili atque virtutibus”,
approvata la quale si dovrebbe procedere direttamente alla beatificazione
formale, dato che il miracolo verrebbe supplito dall’auspicato riconoscimento
del culto immemorabile.
Nell’ultimo
decennio (1991-98), con la collaborazione di p. Giovanni Odoardi, il Postulatore
generale ha redatto il “Summarium documentorum”. Nel frattempo la
Congregazione nominava nuovo relatore della Causa il p. Cristoforo Bove, il
quale sta procedendo alla stesura della “Informatio”, che permetterà di
procedere - si spera speditamente - allo studio dei censori storici e dei
teologi, e poi dei membri Cardinali e Vescovi della Congregazione, ai quali
spetta formulare l’ultimo giudizio prima della decisione del Sommo Pontefice.
2.7
- Servo di Dio Giacomo Bulgaro,
religioso professo della Provincia di Padova, per circa trent’anni portinaio
del convento san Francesco, a Brescia, dove morì la sera del 27 gennaio 1967.
Ebbe come maestro di noviziato il p. Dionisio Vicente Ramos, ucciso il 31 luglio
1936 vicino a Granollers (Barcellona), che sarà beatificato il prossimo 11
marzo 2001 insieme con altri 5 confratelli spagnoli.
Già
nel 1982 il Capitolo ordinario della Provincia Patavina aveva chiesto che si
promuovesse la Causa di canonizzazione e il 9 aprile 1986 il Ministro generale
con il suo Definitorio affidava tale compito alla Postulazione generale.
L’inchiesta
diocesana, iniziata a Brescia il 19 novembre 1989, si è conclusa il 13 dicembre
1990. Il decreto di validità del processo è stato emesso dalla Congregazione
per le Cause dei Santi in data 27 novembre 1992, dopo di che la Causa è stata
affidata al relatore p. Hieronim Fokczynski SI, ed è iniziato un lungo lavoro
per la stesura della “Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis”;
si è reso necessario riordinare tutti gli scritti personali del Servo di Dio e
sottoporli all’attento esame di un esperto in teologia mistica; inoltre la
redazione della “Positio” è stata affidata ad un altro collaboratore, che
ora sta concludendo felicemente il suo lavoro. Si spera, perciò, di poter
presto consegnare il testo completo della “Positio” stessa, affinché possa
essere pubblicato e successivamente esaminato secondo la prassi della
Congregazione.
Nel
frattempo si sta valutando anche la documentazione relativa ad un presunto
miracolo avvenuto alla fine di gennaio del 1997 per intercessione di fra
Giacomo.
2.8 - Servo di Dio Girolamo Maria Biasi, sacerdote della Provincia di Padova, co‑fondatore della Milizia dell’Immacolata, morto a Camposampiero il 20 giugno 1929.
La
Causa di canonizzazione di p. Girolamo era stata più volte auspicata dallo
stesso san Massimiliano Kolbe e già nel decennale della morte (1939) il
confratello p. Leonardo Frasson aveva raccolto ricordi e testimonianze scritte,
nonché i manoscritti (lettere e quaderni) del Servo di Dio. In data 8 dicembre
1987 i resti mortali di p. Girolamo furono traslati dal cimitero cittadino alla
chiesa dei Santuari Antoniani di Camposampiero, accanto alla statua di san
Massimiliano.
Nel
1996 p. Faustino Ossanna, compaesano di p. Girolamo, ha pubblicato una biografia
del Servo di Dio, insieme con la documentazione raccolta nel 1939.
Successivamente,
il 9 luglio 1997, il Capitolo ordinario della Provincia di Padova approvava la
promozione della Causa di canonizzazione e il 19 settembre seguente il Ministro
generale affidava al Postulatore generale il compito di avviare formalmente la
fase diocesana del processo canonico.
In
data 11 settembre 1998 la Congregazione vaticana concedeva il trasferimento di
competenza dalla diocesi di Padova a quella di Treviso: la cittadina di
Camposampiero, infatti, è divisa in due parrocchie, dipendenti ciascuna da una
di dette diocesi e, mentre i santuari antoniani sono uniti a Treviso,
l’ospedale in cui è morto p. Girolamo e che dista alcune centinaia di metri
dal convento, è situato sotto la giurisdizione di Padova.
L’inchiesta
diocesana, aperta a Treviso il giorno 8 marzo 1999, si è chiusa il 4 marzo 2000
e qualche giorno più tardi gli atti processuali sono stati depositati presso la
Congregazione per le Cause dei Santi, che il 17 novembre 2000 ha emanato il
decreto di validità dell’inchiesta diocesana. Ora si sta avviando lo studio
per la redazione della “Positio”.
3.
Cause avviate alla discussione della “Positio”
Nella
Congregazione per le Cause dei Santi vi sono attualmente cinque “Positiones”
pubblicate, in attesa di discussione, quattro di esse sono state perfezionate
durante questo sessennio. E’ prassi del dicastero vaticano che la discussione
della “Positio” possa essere “sollecitata” da un miracolo evidente e già
esaminato in sede diocesana; altrimenti tale discussione può rimanere a lungo
in “lista d’attesa”.
3.1
- Serva di Dio Maria Giuseppina Benvenuti
(Zeinab Alif), dell’Ordine di santa Chiara, comunemente chiamata “la
Moretta”, nata in Sudan nel 1845/46, rapita da negrieri all’età di otto
anni, riscattata poco dopo dalla schiavitù e quindi condotta in Italia, dove fu
affidata alle Clarisse di Belvedere Ostrense (Ancona); all’età di
trent’anni ottenne di essere accolta tra le Clarisse di Belvedere (poco dopo
il monastero verrà trasferito a Serra de’ Conti). Fu pure badessa del
monastero e morì ottantenne, nel 1926, a Serra de’ Conti, in chiara fama di
santità.
L’inchiesta
diocesana è stata fatta a Senigallia negli anni 1987-88 e la “Positio” è
stata presentata ufficialmente nel 1994, perciò ancora nel precedente
sessennio.
3.2 - Servo di Dio Venanzio Katarzyniec, della Provincia polacca di sant’Antonio, maestro dei novizi a Kalwaria Paclawska, dove morì il 31 marzo 1921.
Il
processo informativo diocesano fu istruito nel 1950-51, ma si dovette completare
l’istruttoria negli anni ’80. Dopo la traduzione dal polacco - fatta da p.
Zbigniew Suchecki - della biografia del Servo di Dio e di altri documenti, si
poté ottenere dalla Congregazione vaticana il decreto di validità
dell’inchiesta diocesana e si avviò, per opera dell’avvocato Giulio Dante,
la preparazione della “Positio super virtutibus et fama sanctitatis” che fu
completata con la presentazione del relatore p. Ambrogio Eszer, OP, e porta la
data del 2 gennaio 1996.
3.3
- Venerabile Servo di Dio Bartolomeo Agricola
(Bauer), sacerdote della Provincia di Napoli, se pur di origine tedesca,
morto a Napoli nel 1621.
La Causa di canonizzazione ha avuto un iter molto lungo, poiché il processo informativo fu istruito immediatamente dopo la morte del Servo di Dio (1621-23); proseguito un secolo più tardi (1741-42), ottenne i decreti “super scriptis” (1744) e “super introductione Causae” (1744). Ma la ripresa della Causa avvenne solo nel 1988, dopo la pubblicazione della biografia scritta da p. Oreste Casaburo, e il reperimento di tutta la documentazione precedente (dalla Biblioteca Nazionale di Parigi, dall’Archivio Segreto Vaticano...).
Finalmente
l’11 novembre 1994 la Congregazione per le Cause dei Santi emise il decreto
“de validitate processus” e si avviò così la preparazione della “Positio”,
curata dall’avv. Andrea Ambrosi, sotto la responsabilità del relatore p.
Ambrogio Eszer, OP; questi completò il suo lavoro firmando la presentazione
della “Positio” in data 14 febbraio 1997.
3.4
- Servo di Dio Luigi Lo Verde,
chierico professo della Provincia di Sicilia, morto all’età di 21 anni a
Palermo il 12 febbraio 1932.
L’inchiesta
diocesana è stata realizzata negli anni 1985-88, mentre il decreto sulla
validità dell’inchiesta stessa è stato emanato dal dicastero vaticano il 22
febbraio 1992. Nello stesso anno ha avuto luogo la ricognizione dei resti
mortali del Servo di Dio e la loro traslazione nella chiesa del Sacro Cuore, a
Palermo-Noce.
La
“Positio”, elaborata dal p. Filippo Rotolo sotto la guida e la responsabilità
del relatore p. Cristoforo Bove, reca la data del 12 febbraio 1997.
3.5
- Serva di Dio Elisabetta Maria Satoko
Kitahara, laica giapponese iscritta alla Milizia dell’Immacolata,
nata nel 1929 e morta a Tokyo il 23 gennaio 1958 nel villaggio di Arinomachi,
dove aveva scelto di vivere, fin dal 1950, poco dopo il battesimo, in mezzo ai
poveri e ai cenciaioli, esercitando una carità eroica e un’intensa attività
apostolica.
La
Causa di canonizzazione fu sollecitata fin dal 1972 dalla Provincia del Giappone
ed il Ministro generale p. Vitale Bommarco favorì la raccolta della
documentazione iniziale, necessaria per l’avvio della Causa stessa. Il
processo cognizionale si svolse a Tokyo negli anni 1981-83.
Portati
a Roma gli atti, la Congregazione per le Cause dei Santi dichiarò la validità
del processo con decreto del 5 ottobre 1984 e affidò la Causa al relatore p.
Peter Gumpel, SI, che firmò nel 1990 il “Summarium” dei documenti redatto
dal Postulatore p. Ambrogio Sanna e dal collaboratore p. Ernesto Piacentini.
Conclusa l’elaborazione della “Informatio super virtutibus” sotto la guida
del nuovo relatore p. Cristoforo Bove, l’intera “Positio” è stata
pubblicata il 14 agosto 1997.
4.
Cause di Venerabili in attesa di miracolo
La
Postulazione generale ha seguito, in tempi remoti o più recenti, alcune Cause,
giunte fino alla dichiarazione delle virtù eroiche dei rispettivi Servi di Dio,
che perciò sono stati decorati del titolo di “Venerabili”. Per tali Cause
si attende solo che il Signore - sollecitato anche dalle nostre preghiere -
conceda la “conferma” di un miracolo che - esaminato dalla Congregazione per
le Cause dei Santi e approvato dal Papa - consenta di procedere alla
beatificazione formale.
4.1
- Venerabile Domenico Girardelli da
Muro, morto ad Amalfi (Salerno) il 30 dicembre 1683: le sue virtù
eroiche vennero riconosciute da Pio VI con decreto del 2 agosto 1789.
Si
è in attesa della pubblicazione di una biografia critica, in fase di
elaborazione da parte di un confratello della Provincia di Napoli.
4.2
- Venerabile Angelo Antonio Sandreani,
morto a Iesi (Ancona) il 29 ottobre 1752: le sue virtù eroiche vennero
approvate con decreto del beato Pio IX il 2 settembre 1852.
Recentemente vennero realizzate varie iniziative, tra cui la ricognizione dei resti mortali del Venerabile e la loro sistemazione nella cappella del monastero delle Clarisse di Iesi, nonché la pubblicazione di una biografia popolare, curata dal canonico Costantino Urieli. E’ auspicabile la preparazione di una biografia critica del venerabile Sandreani.
4.3
- Venerabile Benvenuto Bambozzi,
morto ad Osimo il 24 marzo 1875 e sepolto nella nostra chiesa: il decreto
“super virtutibus” è stato approvato l’11 dicembre 1987 da Giovanni Paolo
II. Un presunto miracolo non si è rivelato tale, ad un esame approfondito.
Anche
per il venerabile Bambozzi si auspica che un competente agiografo rediga una
buona biografia documentata.
5.
Cause di Venerabili dichiarati Martiri o
già beatificati
Il
sessennio che si sta chiudendo ha visto due beatificazioni formali, mentre una
terza si svolgerà il prossimo 11 marzo 2001. In tutti tre i casi si tratta di
Cause di martirio.
5.1
- Beati Louis-Armand Adam e Nicolas
Savouret, sacerdoti uccisi in
odio alla fede a Rochefort, diocesi di La Rochelle, nel mese di luglio del 1794,
durante la rivoluzione francese.
La Causa dei 64 sacerdoti martiri di La Rochelle rimase affidata alla nostra Postulazione almeno per una trentina d’anni, finché l’Ordinario diocesano, attore principale della Causa stessa, nel 1988 affidò l’incarico di Postulatore unico ad un religioso francese, scegliendo pure un collaboratore francese, lo storico Yves Blomme, per la redazione della “Positio super martyrio”, che venne presentata in Congregazione nel 1992 e presto messa a ruolo per la discussione: nei giorni 29 gennaio e 17 maggio 1994 ebbero luogo il congresso peculiare dei consultori storici e la sessione ordinaria dei Cardinali e Vescovi, così che il 2 luglio dello stesso anno Giovanni Paolo II firmò il decreto “super martyrio”.
Il
rito di beatificazione ebbe luogo la domenica 1 ottobre 1995 a Roma, in piazza
san Pietro. I beati Louis-Armand e Nicolas sono uniti agli altri due nostri
confratelli martiri della rivoluzione francese, Jean François Burté e Jean
Baptiste Triquerie (beatificati nel 1926 e nel 1955), nella venerazione della
Chiesa e proposti alla nostra imitazione nella fedeltà a Cristo.
5.2
- Beati Antonin Bajewski, Pius Bartosik,
Innocenty Guz, Achilles Puchała ed Hermann Stępień,
sacerdoti; Tymoteusz Trojanowski
e Bonifacy Żuchowski,
religiosi fratelli, uccisi dai nazisti in odio alla fede in campi di concentramento
o altrove, tra il mese di maggio 1941 e di luglio 1943. I beati Antonin, Pius,
Tymoteusz e Bonifacy morirono nel campo di Oświęcim, Innocenty in
quello di Sachsenhausen: tutti cinque appartenevano alla comunità di Niepokalanów,
già santificata dal martirio di san Massimiliano Kolbe; i beati Achilles ed
Hermann, invece, furono uccisi in Bielorussia durante un’azione di
rastrellamento.
L’iter
per giungere alla beatificazione di questi martiri è stato quanto mai rapido.
Di fatto esso è iniziato negli ultimi giorni del 1993 e si è concluso a metà
del 1999 con la beatificazione.
Dopo
i necessari preliminari, l’inchiesta diocesana si è svolta a Varsavia dal 26
maggio al 12 dicembre 1994. Trasmessi gli atti a Roma, il 2 giugno 1995 veniva
emesso il decreto sulla validità del processo e successivamente, in data 13
ottobre 1995, la Congregazione per le Cause dei Santi decretava la confluenza
della Causa dei nostri martiri con quella principale “Vladislaviensis”,
portando così a 108 il numero dei Servi di Dio polacchi uccisi dai nazisti
durante la seconda guerra mondiale, per i quali si stava allestendo la
“Positio super martyrio”. Le tappe della discussione della Causa furono le
seguenti: il 20 novembre 1998 si svolse il congresso peculiare dei consultori
teologi e il 16 febbraio 1999 la sessione ordinaria dei Cardinali e Vescovi
membri della Congregazione, così che il 26 marzo Giovanni Paolo II dava il
mandato per la pubblicazione del decreto sul martirio dei 108 Servi di Dio
uccisi “in odium fidei”.
La
beatificazione ha avuto luogo a Varsavia il 13 giugno 1999 durante l’ultimo
viaggio apostolico del Santo Padre nella sua terra natale.
5.3
- Venerabili Alfonso Lopez,
Miguel Remón Salvador, Modesto Vegas
Vegas, Dionisio Vicente Ramos,
Francisco Remón Játiva e Pedro
Rivera Rivera, uccisi in odio
alla fede dai comunisti nei pressi di Granollers, tra la fine di luglio e i
primi di settembre 1936, durante la guerra civile spagnola.
I
processi diocesani ebbero luogo a Barcellona, dal 5 ottobre 1953 al 5 aprile
1961, circa 20 anni dopo il martirio dei 6 confratelli, ma fino al 1981 la
trattazione delle Cause dei martiri della rivoluzione spagnola rimase sospesa, a
motivo della situazione socio-politica della nazione.
Alla
ripresa dello studio della Causa si dovettero ricercare altri documenti e
testimonianze (specie in relazione alle circostanze dell’uccisione di p. Pedro
Rivera), che arricchirono gli atti già presentati al dicastero vaticano, il
quale emise il decreto “de validitate processus” in data 2 giugno 1989,
mentre due anni più tardi, nel 1991, veniva completata e pubblicata la
“Positio super martyrio”, redatta dall’avv. Giulio Dante con la
presentazione del relatore mons. José
L.Gutierrez.
La
discussione della “Positio” si è svolta il 10 febbraio 1998 nel congresso
peculiare dei consultori teologi, a cui è seguita il 2 febbraio 1999 la
sessione ordinaria dei Cardinali e Vescovi della Congregazione. Sulla base di
questi pareri positivi Giovanni Paolo II, nell’udienza del 26 marzo 1999
autorizzava la pubblicazione del decreto sul martirio di Alfonso Lopez e
compagni.
Era
nostro desiderio che la beatificazione potesse aver luogo durante l’anno santo
del 2000, ma la Santa Sede ha ritenuto opportuno attendere la conclusione di
altre Cause di martiri spagnoli. Finalmente - come è stato comunicato
all’Ordine dal Ministro generale - il rito di beatificazione è fissato per il
giorno 11 marzo 2001, seconda domenica di quaresima.
6.
Cause di Beati per conferma di culto
promosse per la canonizzazione
Tra
le Cause per le quali nei secoli XVII-XIX la nostra Postulazione ottenne dai
Sommi Pontefici il decreto di conferma del culto, almeno tre sono state riprese
in vista della canonizzazione formale.
Per
conseguire tale “traguardo” la legislazione attuale richiede che si completi
quanto non si è fatto a suo tempo, allorché ci si “accontentò” della sola
conferma del culto immemorabile, magari con la concessione della messa e
dell’ufficio in onore del beato. Perciò è necessario “che si istruisca
presso la Curia dove fu istruito il processo ‘super cultu’, l’inchiesta
diocesana ‘super vita et virtutibus’. Detta inchiesta evidentemente sarà di
carattere documentario. Dopo di che si dovrà seguire l’iter canonico formale
per la promulgazione del rispettivo decreto sull’esercizio eroico delle virtù.
La medesima legislazione, inoltre, richiede per la canonizzazione un miracolo,
debitamente approvato e attribuito all’intercessione del beato” (lettera del
Prefetto della Congregazione, 30 settembre 1995, circa la Causa del beato
Odorico da Pordenone).
6.1
- Beata Angela da Foligno, del Terz’Ordine di san Francesco
(1248-1309).
Il culto immemorabile alla beata Angela fu implicitamente riconosciuto il 7 maggio 1701 da Clemente XI allorché concesse la facoltà di celebrare messa e ufficio divino per tutto il nostro Ordine e per la diocesi di Foligno.
Solo
in avanzato secolo XX si cercò di riprendere la Causa di canonizzazione, dopo
una lunga serie di lettere postulatorie giunte da varie parti del mondo. Nel
1992 il Postulatore p. Ambrogio Sanna avanzò formale richiesta al Vescovo di
Foligno, che costituì una commissione storica per la ricerca dei documenti. Il
23 luglio 1994 il Vescovo mons. Arduino Bertoldo consegnava gli atti
dell’inchiesta alla Congregazione per le Cause dei Santi, che però rilevava
lacune nella documentazione e omissioni di atti procedurali.
Nel
1998 veniva completato un nuovo “Summarium documentorum” e consegnato al
dicastero vaticano, che tuttavia segnalava nuove riserve per quanto riguardava
la procedura canonica dell’inchiesta diocesana.
Si
è ora in attesa, con l’aiuto del Promotore della fede della Congregazione, di
giungere al superamento degli ostacoli giuridici, in modo da consentire la
pubblicazione del decreto di validità del processo, così da procedere allo
studio vero e proprio della Causa, ossia alla preparazione della “Positio
super vita et virtutibus” e alla successiva discussione dei consultori
storici, teologi e dei Cardinali e Vescovi della Congregazione.
6.2
- Beato Odorico Mattiuzzi da
Pordenone, sacerdote O. Min. (1265-1331).
Il culto immemorabile al beato Odorico fu riconosciuto il 2 luglio 1755 da Benedetto XIV, che due anni più tardi concesse all’Ordine la facoltà di celebrare la festa, facoltà poi estesa alle diocesi di Udine e di Concordia-Pordenone.
Nel
secolo XX, in seguito all’edizione critica nel 1929 della relazione del
viaggio missionario di Odorico, si ridestò l’interesse per la ripresa della
Causa di canonizzazione del beato. Nel 1982 si svolse un Convegno di studio
sulla vita e l’opera del beato Odorico e nel 1994 il Ministro provinciale di
Padova, p. Agostino Gardin, avanzava esplicita richiesta per la ripresa della
Causa.
Il
15 aprile 1994 il Postulatore p. Ambrogio Sanna ha presentato il “supplex
libellus” all’Arcivescovo di Udine, che ha proceduto all’istituzione di
una commissione di storici per la raccolta della documentazione che consenta di
provare non solo la continuità del culto, ma soprattutto l’eroicità delle
virtù esercitate dal beato Odorico.
Si
è in attesa che la commissione concluda il suo lavoro, in modo che
l’Ordinario utinense possa recepire giudizialmente gli atti e trasmetterli
alla Congregazione vaticana per il successivo studio richiesto dalla
legislazione del 1983.
6.3
- Beato Antonio Primaldo,
Vescovo di Otranto e 800 compagni, uccisi il 14 agosto 1480 e conosciuti come i
“martiri di Otranto”.
Il
culto immemorabile fu riconosciuto l’11 maggio 1778 da Clemente XIV.
La
ripresa della Causa - auspicata più volte, specie in seguito alla visita ad
Otranto di Giovanni Paolo II in occasione del quinto centenario del martirio -
fu avviata dal Vescovo locale con l’istituzione, nel 1988, di una commissione
storica per la raccolta e l’esame dei documenti, e con l’affidamento, nel
1989, della Causa di canonizzazione alla nostra Postulazione.
L’inchiesta
diocesana, istruita nel 1991 e completata nel 1993, fu trasmessa nell’aprile
1993 alla Congregazione vaticana, che il 27 maggio 1994 emanò il decreto di
validità del processo. La “Positio super martyrio”, presentata nel 1996, ha
già ottenuto il voto favorevole dei consultori storici (28 aprile 1998).
Si
attende ora che venga stabilita la data del congresso peculiare dei consultori
teologi.
6.4
- Beato Andrea Conti,
sacerdote O. Min. (1240-1302).
Il
culto immemorabile del beato Andrea fu confermato l’11 dicembre 1723 dal
pontefice Innocenzo XIII.
Recentemente
(ottobre 2000) il Ministro della Provincia Romana ha informato il Ministro
generale circa la volontà della Provincia di promuovere la ripresa della Causa
di canonizzazione di questo beato, sepolto nella chiesa conventuale di san
Lorenzo al Piglio e che è considerato uno degli ispiratori dell’indizione del
primo Giubileo nell’anno 1300.
In
vista del settimo centenario della morte del beato, la Provincia Romana intende
promuovere un’ampia ricerca storia, onde favorire l’effettiva ripresa della
Causa.
7.
Causa storica conclusa con la
canonizzazione
Nel
sessennio una delle Cause affidate alla Postulazione generale del nostro Ordine
si è conclusa con la canonizzazione.
7.1
- Santa Cunegonda (Kinga),
regina, dell’Ordine di santa Chiara (1224-1294).
Il
culto immemorabile fu riconosciuto l’11 giugno 1690 da Alessandro VIII, che il
17 dicembre concesse la facoltà di celebrare la messa e l’ufficio divino in
onore della beata.
Dopo
vari tentativi, nel 1990 il Vescovo di Tarnów (Polonia) affidò nuovamente la
Causa di canonizzazione al Postulatore generale del nostro Ordine e nel 1993
nominò una commissione storica che per l’anno successivo concluse
egregiamente i suoi lavori, così che il 3 marzo 1995 la Congregazione per le
Cause dei Santi poté emanare il decreto di validità dell’inchiesta
diocesana. La “Positio super vita et virtutibus” fu redatta, sotto la guida
e l’opera del relatore p. Cristoforo Bove, dal Postulatore p. Sanna e dal suo
collaboratore p. Zbigniew Suchecki.
Pubblicata nel 1996, la “Positio” è stata rapidamente studiata e approvata, prima dai consultori storici (10 ottobre 1996), poi dai consultori teologi (10 ottobre 1997) e infine dai Cardinali e Vescovi membri della Congregazione (19 maggio 1998); Giovanni Paolo II promulgò il decreto dell’eroicità delle virtù in data 3 luglio 1998.
Nel
frattempo il Postulatore aveva presentato all’esame del dicastero vaticano la
documentazione circa un asserito miracolo, attribuito all’intercessione della
beata Kinga, verificatosi nel 1974 a Katowice (Polonia). Il caso fu esaminato il
19 novembre 1998 dalla Consulta medica, che dichiarò scientificamente
inspiegabile la rapida regressione del male. I consultori teologi poi si sono
espressi favorevolmente (11 dicembre 1998) circa la preternaturalità della
guarigione e la concomitanza tra le invocazioni rivolte alla beata e la
sanazione. Alle medesime conclusioni sono giunti i Cardinali e Vescovi nella
sessione ordinaria del 12 gennaio 1999. Giovanni Paolo II ha ratificato il 12
febbraio 1999 tale giudizio e in data 18 marzo concedeva la dispensa dalla
convocazione del Concistoro e dalla relativa consultazione degli aventi diritto
al voto.
Infine
il 16 giugno del medesimo anno 1999, a Stary Sącz, il Sommo Pontefice ha
proceduto alla solenne canonizzazione della beata Kinga, o Cunegonda.
8.
Cause
auspicate
Come
appendice presento altre tre Cause - per il momento solo auspicate - per le
quali la Postulazione generale è stata richiesta di avviare l’iter necessario
per la loro promozione.
8.1
- Mons. Giovanni Soggiu,
prefetto apostolico della missione di Hinganfu, nello Shensi, Cina, trucidato
dai briganti il 12 novembre 1930, mentre svolgeva il ministero sacerdotale.
L’introduzione della Causa di canonizzazione per dichiarazione di martirio di p. Soggiu risulta ripetutamente auspicata nei documenti coevi e in documenti successivi sulla fama di martirio. Tuttavia ai tanti auspici non ha fatto seguito finora la richiesta formale al Ministro generale di assumere questa Causa tra quelle che l’Ordine promuove attraverso la Postulazione.
Nel
1951 il Postulatore generale p. Antonio Ricciardi, in una relazione sullo stato
delle Cause introdotte, afferma: “Non possono escludersi in un futuro domani
le Cause dei Servi di Dio mons. Giovanni Soggiu, primo prefetto apostolico della
missione cinese di Hinganfu...”. Il p. Ricciardi, che già conosceva la
biografia di mons. Soggiu pubblicata nel 1947 da p. Felice Rossetti e i
documenti ivi citati, si dimostrava favorevole alla introduzione della Causa di
canonizzazione del Servo di Dio; ma rinviandone l’attuazione al futuro,
lasciava intendere l’urgenza di reperire testimonianze più precise sulle
circostanze e i motivi di quella tragica morte.
Nel
1967 p. Pietro Maleddu, Prefetto apostolico di Hinganfu, curò la seconda
edizione dell’opera del Rossetti (Una missione in Cina), integrandola
con nuove notizie. Nel 1975 p. Matteo Luo, discepolo di p. Maleddu, pubblicò a
Bologna (seconda edizione ad Oristano nel 1980) il volume Una missione in
Cina dei Francescani Minori Conventuali (1925-1952), inserendovi il racconto
del martirio di mons. Soggiu.
La
Provincia di Sardegna, sentendosi direttamente interessata al caso, ha
continuato a raccogliere tutti i documenti utili allo scopo, nella fiducia di
poterli presentare all’esame interno all’Ordine e poi alla Curia
ecclesiastica da stabilire, per l’istruzione del processo. Questo intento era
condiviso dal Postulatore generale p. Ambrogio Sanna.
8.2
- P. Placido Cortese,
sacerdote della Provincia di Padova, ucciso a Trieste, nella sede delle SS
tedesche, ai primi di novembre del 1944. Il Servo di Dio, membro della comunità
del Santo, a Padova, era incaricato, durante la seconda guerra mondiale, di
assistere ebrei, profughi e prigionieri rinchiusi in un campo di concentramento
nei pressi della città, e si dedicava con zelo all’esercizio di questa opera
caritativa. Per tale motivo l’8 ottobre 1944 egli fu proditoriamente prelevato
da due sconosciuti e di lui si persero le tracce. Condotto alla sede triestina
delle SS tedesche, fu torturato a morte, come si venne a sapere da apprezzabili
testimonianze. I confratelli, che non riuscirono in alcun modo a salvarlo, si
convinsero presto che la sua morte era stata un vero martirio; e di qui il loro
auspicio per un riconoscimento del martirio da parte della Chiesa.
Si
interessò della promozione della Causa anche mons. Antonio Vitale Bommarco, il
quale consegnò alla Postulazione generale alcuni importanti documenti sul
martirio di p. Cortese.
Il
Ministro provinciale p. Luciano Fanin con il suo Definitorio ha deliberato,
nella sessione del 15-19 giugno 1999, di chiedere al Ministro generale il
consenso per la promozione della Causa di canonizzazione di p. Cortese.
Si
attende ora la documentazione preliminare da sottoporre all’esame del Ministro
generale affinché con il suo Definitorio possa autorizzare la Postulazione
generale a promuovere la Causa.
8.3 - P. Carlos de Dios Murias, sacerdote della Provincia Rioplatense, nato a Córdoba il 10 ottobre 1945, ucciso a Chamical il 18 luglio 1976, diocesi di La Rioja, insieme con il missionario sacerdote francese Gabriel Longueville; a brevissima distanza di tempo furono uccisi pure il catechista laico Venceslao Pedernera e l’Ordinario diocesano mons. Enrique Angelelli.
Si
diffuse nella Diocesi e tra i Frati Minori Conventuali la fama del loro
martirio. Il nuovo Vescovo di La Rioja, mons. Bernardo Witte, decise di iniziare
i passi per l’introduzione della Causa di canonizzazione di tutti e quattro i
martiri, istituendo il 22 giugno 1990 una commissione che raccogliesse tutta la
documentazione possibile sui fatti di luglio-agosto 1976; ma il suo successore
nella sede episcopale, mons. Fabriciano Sigampa, sospese di fatto le ricerche
della commissione.
Trascorsi
ormai quasi 25 anni, durante i quali continua a diffondersi la fama del martirio
dei quattro Servi di Dio, mons. Sigampa considera giunto il tempo opportuno per
promuovere la Causa.
La
Postulazione è in attesa degli sviluppi dell’iniziativa, allo scopo di
offrire la necessaria collaborazione.
Conclusione
Presento
al Ministro generale e ai suoi Definitori il mio ringraziamento - e so che padre
Ambrogio Sanna si unisce in questo dovere di gratitudine - per
l’interessamento e l’appoggio offerto costantemente all’opera di
promozione delle Cause di canonizzazione affidate alla Postulazione generale
dell’Ordine.
Ringrazio
poi i vicepostulatori che collaborano, nelle varie Province, con l’ufficio
centrale della Postulazione. P. Ambrogio, poi, ringrazia anche p. Zbigniew
Suchecki, che per diversi anni è stato suo collaboratore diretto.
Ringrazio,
infine, i Ministri provinciali per il loro sostegno riguardo alle Cause di
canonizzazione da loro patrocinate o appoggiate.
A
loro - come a tutti i superiori a livello generale e locale - il fraterno
auspicio di contribuire con tutte le loro forze e capacità all’impegno di
santificazione personale di tutti i loro frati. Questo è, per essere sinceri,
un compito ben più importante e gravoso che il promuovere le Cause di
canonizzazione di alcuni confratelli già defunti da tempo e che il Signore ha
già glorificato come Lui solo sa fare. I nostri santi e beati chi sono, in
fondo, se non esempi che il Signore ci pone accanto affinché siano guida e
sprone nel cammino di sequela del Signore Gesù che noi, itineranti in questo
mondo, andiamo compiendo di giorno in giorno?
Grazie.
E buon lavoro.
fra
Cristoforo M. Zambelli
postulatore
generale
Roma,
26 novembre 2000, solennità di Cristo Re.