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La
“Milizia dell’Immacolata” nel mondo
Panoramica per il Capitolo generale
dell’Ordine
1. Premessa
Per quanto sintetica, risulterebbe lunga e per alcuni aspetti ripetitiva una esposizione descrittiva della M.I. nelle singole nazioni di diverse aree geografiche d’Europa, Africa, Americhe, Asia, Australia. Tento di indicare soltanto alcune linee tematiche entro le quali poter cogliere una visione d’insieme del cammino dell’Associazione, con i suoi slanci e carenze, con le sue prospettive ed attese.
Dalla data della canonizzazione
di san Massimiliano (10.X.1982) ad oggi, sono intorno a 250 le chiese a lui
dedicate in varie parti del mondo. Grazie anche a questa risonanza, la Milizia
dell'Immacolata sta conoscendo una discreta estensione territoriale. É presente
in 46 nazioni tra i cinque continenti. Dalla sua nascita ad oggi conta 545 sedi
canonicamente erette (anche se non tutte ugualmente attive), 27 Centri
Nazionali, con un totale approssimativo di 4 milioni di iscritti.
É però una presenza ineguale, non omogenea. Vario anche il livello di
organizzazione. La diversificazione deriva dalla natura stessa
dell’istituzione che, concepita dal Padre Kolbe come “movimento”, non
sopporta rigore di norme e molteplicità di strutture. É motivata pure dal
diverso grado di sensibilità degli animatori e dal differente elemento
interpretativo che – in contesti culturali diversi – si ritiene di volta in
volta predominante, se non esclusivo, nella figura del fondatore. Si passa da
una M.I. intimistica e di devozione ad una M.I. in dimensione sociale, da una
M.I. preoccupata del tono di vita spirituale dei suoi membri in ordinaria
quotidianità ad una M.I. che tenta di inserirsi nell’orizzonte culturale
della nazione. Sfaccettature isolate e deboli, lontane da quella prospettiva
unitaria e dinamica di san Massimiliano che proponeva la Milizia come "una
visione globale della vita cattolica, sotto forma nuova, consistente nel legame
con l'Immacolata, nostra Mediatrice universale presso Gesù" (SK2
1220, p. 2129).
2.
Linee operative di base
Tre importanti congressi internazionali di studio, "La
Mariologia di san Massimiliano Kolbe" (Roma, Seraphicum, 1984), “San
Massimiliano Kolbe e la Nuova Evangelizzazione" (Niepokalanów,
Polonia, 1994) e “Il volto attuale della M.I. Come rispondere alla attese della Chiesa
alle soglie del nuovo millennio” (Brasília 1998) hanno dato, nel tempo,
ulteriore impulso all'impegno formativo e apostolico del movimento mariano,
approfondendone le basi dottrinali e gli orizzonti operativi.
La M.I. si studia ovunque – dove più dove meno - di vivere la sua
dimensione ecclesiale, facendo proprio il programma pastorale delle diverse
Conferenze Episcopali, sintonizzate sulle esigenze della Nuova Evangelizzazione.
Al primo posto la formazione, per la costruzione della fisionomia spirituale,
dottrinale e apostolica del Milite. E' con questa identità dei suoi membri che
la M.I. intende portare il proprio contributo nelle diverse aree di azione:
catechesi, impegno sociale, iniziative umanitarie, proposte culturali.
Integrando interiorità e azione, sviluppa i suoi programmi intorno a quattro
linee fondamentali, ch’è merito del Centro Nazionale italiano aver per primo
enucleato e proposto, in richiamo alle tematiche classiche di fede, liturgia,
testimonianza, carità:
-
dimensione
esistenziale: riconoscere nella
consacrazione a Dio attraverso l'Immacolata il primato della vocazione alla
santità;
-
dimensione
ecclesiale: vivere la
consacrazione nella Chiesa, per amare la Chiesa dal di dentro, da protagonisti,
riconoscendo e professando la fede cattolica;
-
dimensione
missionaria: partecipazione,
nello spirito della consacrazione mariana, al fine apostolico della Chiesa;
-
dimensione
culturale: testimoniare la
consacrazione nella società a servizio della dignità dell'uomo, in un clima di
fraternità, di accoglienza e di gioia.
La spiritualità della consacrazione a Dio attraverso l'Immacolata come
fondamento dell'apostolato viene sostenuta e proposta a livello divulgativo
pastorale da una trentina di periodici che in diverse nazioni portano
prevalentemente il nome di "Cavaliere dell'Immacolata", ben nota
denominazione della prima testata avviata da Padre Kolbe in Polonia e
successivamente in Giappone. Alcuni di essi sono assai dignitosi per contenuto e
impostazione grafica, come, ad esempio: Rycerz
Niepokalanej di Niepokalanów e Santa Severa (Roma), Cavaliere
dell’Immacolata in Italia, Immaculata
negli USA, Ó Mílite in Brasile
(Santo André), Ó Cavaleiro da Imaculada in
Brasile (Jardim da Imaculada), El Hijo de
la Virgen in Messico, Seibo-no-Kishi
in Giappone, Sung-mo-ki-sa-hoi [Militia
Immaculatae] in Corea, The Crusader
in Inghilterra, Immaculata nella
Repubblica Ceca. Di maggior rilievo è la rivista Miles
Immaculatae, fondata dallo stesso san Massimiliano soprattutto per sacerdoti
ed operatori pastorali, divenuta da tempo organo ufficiale del Centro
Internazionale M.I. Come "semestrale di dottrina mariana e di formazione
kolbiana”, con tiratura di 2.000 copie a numero, s'inserisce nell’itinerario
ecclesiale di approfondimento della mariologia.
Mezzo specifico di apostolato, ancora non sufficientemente robusto, è
talora la radio: "Radio Kolbe" in Italia (Sicilia e Campania),
"Radio Niepokalanów" e "Telewizja Niepokalanów" in
Polonia, "Radio Inmaculada" in Paraguay. San Massimiliano voleva i
Militi "lavoratori della penna, del microfono, dello schermo e di qualsiasi
altro mezzo di comunicazione" (SK2 382, p. 806)), convinto che "un missionario di
questo tipo conduce [alla religione] non le singole persone soltanto, ma le
masse" (SK 2 1193, p.
2077).
Il Centro più avanzato nel settore della comunicazioni sociali è quello
di Santo André, Estado São Paulo in Brasile, dove la M.I. si presenta come una
realtà ecclesiale riconosciuta e apprezzata da Cardinali, Vescovi e Sacerdoti,
che spesso ne divengono sostenitori e membri. A livello organizzativo e di
promozione protagonisti sono i laici, con la presenza di molte coppie di
coniugi. Il Centro dispone di un'ampia struttura con diversi uffici: segreteria
generale, sala computer, sala spedizioni, sala registrazioni, sala trasmissioni,
sala riunioni, ufficio amministrativo. Ogni giorno sono al lavoro una 60na
di persone, in un cantiere permanente di volontariato missionario, come
espressione viva della consacrazione alla Madre di Dio. Nel settore di
trasmissione collaborano una quarantina di Vescovi, 140 sacerdoti diocesani e
religiosi, 4 Cardinali. Sono essi a garantire in prevalenza il contenuto dei
programmi di "Radio Milícia da Imaculada", che trasmette 24 ore su
24, e a cui si collegano oltre duecento radio cattoliche private. Dal mese di
aprile 1996 il Centro ha inaugurato un sistema di trasmissione via satellite che
consente di raggiungere l'intero territorio brasiliano.
A partire dal gennaio 1998, presso il Centro di Santo André si è
verificata una svolta improvvisa, autonoma e forse anche autarchica: improvvisa
perché non prevista né mai emersa o adombrata nella frequenza del dialogo
Brasile-Roma, autonoma perché attuata
unilateralmente dai responsabili di Santo André tenendo totalmente all’oscuro
il Centro Internazionale (non so se anche la Curia Generale dell’Ordine), autarchica
(rispetto al governo M.I.) perché avviata ormai a regime proprio come
Istituto di diritto diocesano. Sono nati i “Missionari dell’Immacolata –
Padre Kolbe”, ramo maschile delle benemerite “Missionarie dell’Immacolata
– Padre Kolbe” fondate in Italia dal P. Luigi Faccenda OFMConv. Il
Presidente e Assistente Internazionale è venuto a conoscenza dell’iniziativa
soltanto attraverso la stampa della rivista locale
Ó Mílite. Naturalmente continua l’intesa e la collaborazione con quel
Centro, ma la situazione obiettiva locale è tendenzialmente mutata. Il fatto
ritengo debba essere considerato con premurosa oculatezza.
Riprendiamo
il discorso a livello generale. Al suo interno la M.I. si studia di esprimere
particolare cura per i giovani. La loro presenza si struttura in Movimento
Giovanile Nazionale che, in Italia ad esempio, possiede un proprio progetto
formativo-pastorale con un itinerario a tappe che, richiamando alcune idee-forza
di san Massimiliano (l'Immacolata, l'Amore, la Missione), alla luce della Marialis
cultus, orienta il cammino dei gruppi giovanili. Il piccolo testo a stampa,
dal titolo Il nostro ideale, è
divenuto valido sussidio anche per i giovani in Messico. Negli Stati Uniti
d'America - dato quel particolare contesto culturale e religioso - quello dei
giovani è conosciuto come un movimento che marca notevolmente i propri
connotati: cattolico, mariano, eucaristico, apostolico. Il Centro Nazionale di Marytown
porta avanti il suo programma formativo con
il sussidio “Together with Mary”. A
study programm of the Militia Immaculatae to be used by individuals or in groups
led by a leader,
(1997). Svolge
anche un ampio servizio di animazione tramite i quattro centri “regionali”
di Granby (Massachusetts), Stamford (Connecticut),
West Covina (California) e Valatie (New York).
3.
Rapporto con gli Istituti d’ispirazione kolbiana
Nella panoramica della M.I. nel mondo entrano anche gli Istituti
d'ispirazione kolbiana. Sono veri e propri istituti di vita consacrata,
secolari o religiosi, con legislazione autonoma, nati dal carisma di san
Massimiliano Kolbe e centrati sulla sua metodologia apostolico-missionaria.
Sorti in tempi diversi e in nazioni differenti, essi testimoniano la ricchezza
dell'ispirazione kolbiana ed offrono un valido contributo alla causa della
Milizia dell'Immacolata, senza tuttavia identificarsi con essa.
Sono
Istituti religiosi:
a)
di diritto diocesano, le Suore Francescane
della Milizia dell'Immacolata, sorte in Giappone nel 1949, oggi presenti
anche in Corea e Polonia;
b)
di diritto diocesano, le Sorelle Minori di
Maria Immacolata, nate a Roma nel 1983, presenti pure in Polonia, Stati
Uniti d'America, Turchia;
Sono
Istituti secolari:
a)
di diritto diocesano, le Missionarie-Militi
dell'Immacolata, sorte in Italia (Catania 1950), con recente apertura anche
in Messico;
b)
di diritto pontificio, le Missionarie
dell'Immacolata-Padre Kolbe, fondate in Italia (Bologna 1954),
operanti pure in Argentina, Bolivia, Brasile, California, Lussemburgo,
Polonia;
c)
di diritto diocesano, le Educatrici
Missionarie-Padre Kolbe, fondate in Italia (Pergusa 1970).
Con tutti c'è un rapporto sereno di collaborazione e di intesa, anche se, cammin facendo, abbiamo dovuto subire un gesto pretestuoso e... inelegante da parte della responsabile al vertice di uno di questi Istituti.
4.
L’Ordine e la M.I.
a) Considerazioni generali percepite nei miei giri d’orizzonte a contatto con Frati e operatori M.I. Si coglie in giro una rete di affermazioni forse un po’ sbrigative, ma che tuttavia devono indurre a riflettere:
* sulla figura di Padre Kolbe
“un caso a sé”, difficilmente ripetibile;
“non siamo della sua stessa statura”;
* sull’attualità della M.I.
“superata da altri movimenti”;
“non più ricadente sotto la responsabilità del nostro Ordine”;
“tendente al devozionismo”;
“eccesso di marianità a scapito del cristocentrismo teologico e spirituale”;
* sulla organizzazione e programmi
“organizzazione debole”
“carente di indirizzo catechetico proprio”
“non sostenuta da esperti in campo dottrinale”, ecc.
Che dire? Parrebbero opinioni un po’ sommarie e riduttive, che possono nascondere disinformazione e fors’anche indolenza di fronte alle esigenze di un’adeguata formazione teologica nel solco della identità della nostra famiglia francescana. Con la M.I. il Padre Kolbe non ci ha consegnato un “prodotto finito”, ma un progetto, sempre da elaborare e da sviluppare nella fedeltà al patrimonio del carisma francescano ed al magistero della Chiesa, in cammino con la sua spiritualità e teologia. La tesi kolbiana dell’Immacolata come “punto focale” tra teologia, spiritualità e apostolato (pensiero di Paolo VI nell’omelia della beatificazione), non si potrà comprendere a fondo al di fuori dell’orizzonte della teologia francescana centrata sul primato assoluto di Cristo. A me pare che sul tema mariano, per stare a quel “filo d’oro” del quale parla San Massimiliano, dovrebbe essere più fertile e continuativo il magistero dell’Ordine.
La M.I., - quale “visione globale di vita cattolica sotto forma nuova, consistente nel
legame con l’Immacolata, nostra Mediatrice universale presso Gesù” (SK2
1220, p.2129) – è una
risposta a quel “noi che cosa vi aggiungeremo?”, in un momento storico nel
quale sempre più frequente e sostanziale nel magistero della Chiesa si fa il
riferimento alla Madre del Signore, che la riflessione teologica attuale
presenta come “chiave di lettura del mistero cristiano”.
Sulla portata giuridico-pastorale di tale realtà disponiamo già di due studi a
firma del P. Francesco D’Ostilio il primo (portata giuridica del Decreto), e
del P Jobe Abbass il secondo (rilievi giuridici dei nuovi Statuti). Novità di
rilievo è che oggi, dall’autorità della Chiesa, la M.I. è eretta
(non semplicemente riconosciuta) al
rango di:
-
Associazione di fedeli (aperta
a tutti: religiosi, contemplativi, clero diocesano, laici);
-
pubblica: una ed unica nella
sua denominazione, trae la sua configurazione istituzionale da un Dicastero
della Santa Sede che l’ha dichiarata di diritto pontificio; essa opera quindi nomine Ecclesiae, ed ha personalità giuridica di fronte ai singoli
Ordinari diocesani ed alle Conferenze Episcopali;
-
internazionale: in quanto
esprime un’estensione geografica di fatto, ma soprattutto perché dice assenza
di confini territoriali nell’ambito della Chiesa.
Determinante, in questa considerazione, è
il fatto che dietro la M.I. c’è la famiglia francescana dei Frati Minori
Conventuali. Per l’autorità della Chiesa, la garanzia della M.I. è data dal
patrimonio di dottrina e di santità dell’Ordine Francescano. Patrimonio non
come un bene immobile circoscritto al passato o come semplice entroterra
culturale a radice dell’ideale kolbiano, ma più cogentemente come un bene
vitale, linfa che alimenta nel tempo il processo di crescita
dell’Associazione. Dal riconoscimento giuridico ecclesiale deriva un’alta
ragione morale in più perché l’Ordine si adoperi effettivamente
nell’assicurare alla M.I. forme concrete e idonee di coinvolgimento, di
assistenza e di promozione a livello internazionale, nazionale, provinciale,
locale.
d)
I nuovi Statuti generali M.I. -
Quarantasei articoli in formulazione semplice e snella, per presentare
dell’Associazione: natura, fine, mezzi, formazione dei membri e apostolato,
organizzazione e governo. Pur nella difficoltà di armonizzare carisma e
istituzione, essi mirano in sintesi
-
a delineare la M.I. nella sua identità storica e nella ricchezza di
orizzonte pastorale secondo il pensiero del fondatore;
-
a richiamarne il legame di origine e di governo con l’Ordine, senza
tuttavia privatizzare o identificare riduttivamente con il modulo francescano
l’ampiezza di carisma della Associazione;
-
ad aggiornarla alle prospettive della nuova ecclesiologia, soprattutto in
merito al ruolo dei laici.
5.
Congresso di Brasília (5-12 ottobre 1998).
Per meglio entrare in tali tematiche, abbiamo organizzato in Brasile –
come già accennato - un Congresso internazionale sul tema: “Il
volto attuale della M.I. Come rispondere alle attese della Chiesa alle soglie
del nuovo millennio”. Dall’insieme delle relazioni e dal confronto in
aula, sono emersi alcuni rilievi intorno a tre nuclei centrali: l’Ordine
francescano dei Frati Minori Conventuali, la figura di P. Kolbe, i laici.
Tra
la nostra famiglia e la M.I. esiste un triplice legame: di genesi
storica, di ispirazione carismatica,
di continuità di governo.
I
recenti Statuti, conferendo alla M.I. la nuova personalità giuridica di Associazione
di fedeli pubblica e internazionale, la
pongono alle dipendenze della Sede Apostolica, dalla quale riceve la
missione di perseguire i propri scopi a
nome della Chiesa, ma sotto la
garanzia dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, cui essa rimane sempre
strettamente unita, con una più evidente responsabilità del Ministro Generale
(cf. ad esempio gli artt. 25, 26, 45).
Il
tema mariano non esaurisce la figura del Kolbe. San Massimiliano dice molto di
più che non la sola sua ispirazione mariana. E’ la sua identità, la sua
figura globale di apostolo, di santo, di martire, di teologo, di profeta
che occorre tenere presente.
Alla
luce dell’esperienza del Santo, i temi centrali della M.I. – consacrazione,
comunione, apostolato - non vanno considerati in una visione gerarchica, ma
come spazio vitale di valori in circolo, che si rigenerano e rigenerano.
Rientrano nell’ambito dell’approfondimento dottrinale, a sostegno delle
esigenze di formazione, le iniziative editoriali curate dal Centro
Internazionale nell’ultimo triennio con la pubblicazione dei volumi:
-
Jean-François
de Louvencourt, o.c.s.o., Saint
Maximilien Kolbe, ami et docteur de la prière,
Roma 1998, pp. 628. Opera già tradotta e in revisione per la stampa in
polacco (Niepokalanów), in inglese (Marytown, USA), in italiano (Roma), in
spagnolo (Roma):
-
aa.
vv., Il volto attuale della Milizia
dell’Immacolata, a cura di Eugenio Galignano, Atti del Congresso
Internazionale di Brasilia (ottobre 1998), Roma 1999, pp. 260;
-
aa. vv., San Massimiliano
Kolbe e la Nuova Evangelizzazione, a cura di Eugenio Galignano, Atti del
Congresso internazionale di Niepokalanów (settembre 1994), Roma 1999, pp. 445.
6.
Adempimenti, prospettive, problemi.
Il primo adempimento previsto dagli Statuti è stato realizzato a conclusione
dello stesso Congresso di Brasilia, con la costituzione del Consiglio
di Presidenza internazionale (art. 33). Oggi risulta così composto:
-
Assistente e Presidente: Fr. Eugenio Galignano (Roma, Italia)
-
Vice Presidente: Fr. Patrick Greenough (Libertyville, Il., USA)
-
Segretaria: Maria Stella Benedetti (Lanciano, Italia)
-
Economo: Angelo Benincasa (Roma, Italia)
-
Consigliere: Fr. Jobe Abbass (Halifax, Canada, residente a Roma)
-
Consigliere: Fr. Jan Olszewski (Polonia)
-
Rappresentante legale: Fr. Jobe Abbass.
La presenza di tale organismo segna un elemento di novità nella vita
dell’Associazione, che entra così in una gestione collegiale di comunione e
di corresponsabilità. Il Consiglio, riunito appena due volte, si può dire
ancora in rodaggio, ma già se ne intravedono i vantaggi. Il suo primo obiettivo
è stato quello di formulare uno specimen o
schema orientativo che aiuterà i singoli Centri territoriali nella stesura del Direttorio nazionale per l’attuazione degli Statuti generali.
Altro adempimento: il riconoscimento
giuridico del Centro Internazionale. Si tratta, del riconoscimento in
persona giuridica o ente morale quale "Associazione religiosa" secondo
la legge dello Stato Italiano, in parallelo e a complemento dell'identità
giuridico-ecclesiale ottenuta con il decreto di approvazione degli Statuti (8
gennaio 1998). In forza della normativa civile, ogni attività
commerciale-editoriale è sottoposta all'autorizzazione del Tribunale civile,
della Camera di commercio, del Registro della Stampa periodica, con conseguenti
obblighi di natura amministrativo-fiscale come: dichiarazione dei redditi,
I.V.A., SIAE (Società Italiana Autori ed Editori), tasse, manutenzione dei
Registri di carico e scarico, ecc. Analogo adempimento hanno già percorso ad
esempio le Ediçôes Kolbe del Centro
Nazionale M.I. in Brasile, il Centro M.I. di São Paulo (Brasile), il Centro
Nazionale Marytown degli USA, il
Centro Nazionale italiano.
Per il Centro Internazionale la pratica è in
itinere, d’intesa con la Procura
generale dell’Ordine, dopo alcuni contatti informativi con due Studi legali.
Esprimiamo l’auspicio che il simposio aiuti soprattutto i Religiosi
della nostra Famiglia a superare demotivazioni, incertezze, ritardi,
immobilismi.
Torno
a ribadire, in chiusura, un’urgenza pratica per tutti evidente: il
potenziamento del Centro Internazionale. A Roma ci sobbarchiamo da anni ad
una condizione di solitudine e di continuata precarietà. E’ impensabile che
la buona volontà di una sola persona possa rispondere in forma adeguata alle
esigenze di animazione e di governo di una istituzione come la M.I. Il Centro
non è un ufficio burocratico ad horas, ma
un cantiere aperto, luogo di confronto e di proposte, ambiente di collegamento
quotidiano su fronti diversi, anche in considerazione delle urgenze - sempre
crescenti - indotte dalla rapidità delle comunicazioni via Internet. Già il
solo sistema Internet esigerebbe la presenza di una persona che vi si dedichi
con competenza e continuità. Si aggiunga inoltre che, con il nuovo titolo di
riconoscimento ecclesiale della M.I., siamo talora interpellati dal Pontificio
Consiglio per i Laici e da altre istituzioni ecclesiali: a tutti occorre dare
risposte immediate e concludenti.
Nel disbrigo del normale lavoro di ufficio ci siamo avvalsi finora – e
ne siamo riconoscenti - della collaborazione episodica di qualche esponente di
istituti kolbiani e di un paio di laici in regime di volontariato. Si richiede
tuttavia una presenza effettiva basata su criteri di sistematicità e di
continuità. L’optimum sarebbe la
costituzione a Casa Kolbe in via di san Teodoro in Roma – sede storica e ora
anche sede legale (Statuti generali 37) della M.I. – di una comunità
specifica che, come già avviene a Marytown
negli USA e a Santo André in
Brasile, raccolga insieme religiosi e laici a pieno ed esclusivo servizio
dell’opera. Sarebbe questo un progetto di M.I./3 in linea con gli Statuti
generali (art. 20), intorno al quale intende prudentemente lavorare il Consiglio
di Presidenza internazionale. Intanto osiamo sperare che, con l’avvio del
nuovo sessennio, il Centro possa disporre almeno di una terna di Frati, in
iniziale équipe multilingue.
Altrimenti, si va incontro al rischio della “ingovernabilità”, con
il fenomeno della “fuga in avanti” (leggi: Colombia, Ecuador, South Africa,
Cameroun...).
Conclusione
Ringrazio il Ministro generale e Moderatore M.I., P. Agostino Gardin, per
l’accoglienza comprensiva che di volta in volta ha riservato alle mie
richieste di colloquio, pur tra le quotidiane “priorità e urgenze” derivate
dal suo servizio all’Ordine. Ringrazio i Ministri Provinciali che in maniera
diretta o indiretta sostengono il lavoro del Centro Internazionale. Particolare
riconoscenza esprimo ai membri del Consiglio di Presidenza internazionale per il
contributo morale e di idee che responsabilmente offrono per il nuovo cammino
dell’Associazione. Io e loro sappiamo di poter contare sul sacrificio, sullo
studio e sulla preghiera di tanti umili e zelanti confratelli che – in
incognito - nel mondo hanno a cuore lo sviluppo e l’assimilazione della eredità
kolbiana.
Alla promozione giuridico-ecclesiale deve ora corrispondere un rilancio
pastorale della Milizia dell’Immacolata. Protagonisti, per senso storico e
responsabilità di famiglia, non possono essere che i Frati Minori Conventuali.
Roma 3 ottobre 2000
Fr.
Eugenio Galignano, OFMConv
Presidente e Assistente internazionale
A
norma degli Statuti generali M.I. art. 28, il presente testo è stato letto,
discusso e approvato dal Consiglio di Presidenza internazionale riunito a Roma
nei giorni 9-11 ottobre 2000.