La “Milizia dell’Immacolata” nel mondo
Panoramica per il Capitolo generale dell’Ordine

1. Premessa

            Per quanto sintetica, risulterebbe lunga e per alcuni aspetti ripetitiva una esposizione descrittiva della M.I. nelle singole nazioni di diverse aree geografiche d’Europa, Africa, Americhe, Asia, Australia. Tento di indicare soltanto alcune linee tematiche entro le quali poter cogliere una visione d’insieme del cammino dell’Associazione, con i suoi slanci e carenze, con le sue prospettive ed attese.

            Dalla data della canonizzazione di san Massimiliano (10.X.1982) ad oggi, sono intorno a 250 le chiese a lui dedicate in varie parti del mondo. Grazie anche a questa risonanza, la Milizia dell'Immacolata sta conoscendo una discreta estensione territoriale. É presente in 46 nazioni tra i cinque continenti. Dalla sua nascita ad oggi conta 545 sedi canonicamente erette (anche se non tutte ugualmente attive), 27 Centri Nazionali, con un totale approssimativo di 4 milioni di iscritti.

            É però una presenza ineguale, non omogenea. Vario anche il livello di organizzazione. La diversificazione deriva dalla natura stessa dell’istituzione che, concepita dal Padre Kolbe come “movimento”, non sopporta rigore di norme e molteplicità di strutture. É motivata pure dal diverso grado di sensibilità degli animatori e dal differente elemento interpretativo che – in contesti culturali diversi – si ritiene di volta in volta predominante, se non esclusivo, nella figura del fondatore. Si passa da una M.I. intimistica e di devozione ad una M.I. in dimensione sociale, da una M.I. preoccupata del tono di vita spirituale dei suoi membri in ordinaria quotidianità ad una M.I. che tenta di inserirsi nell’orizzonte culturale della nazione. Sfaccettature isolate e deboli, lontane da quella prospettiva unitaria e dinamica di san Massimiliano che proponeva la Milizia come "una visione globale della vita cattolica, sotto forma nuova, consistente nel legame con l'Immacolata, nostra Mediatrice universale presso Gesù" (SK2 1220, p. 2129).

2. Linee operative di base                                       

            Tre importanti congressi internazionali di studio, "La Mariologia di san Massimiliano Kolbe" (Roma, Seraphicum, 1984), “San Massimiliano Kolbe e la Nuova Evangelizzazione" (Niepokalanów, Polonia, 1994) e “Il volto attuale della M.I. Come rispondere alla attese della Chiesa alle soglie del nuovo millennio” (Brasília 1998) hanno dato, nel tempo, ulteriore impulso all'impegno formativo e apostolico del movimento mariano, approfondendone le basi dottrinali e gli orizzonti operativi.

            La M.I. si studia ovunque – dove più dove meno - di vivere la sua dimensione ecclesiale, facendo proprio il programma pastorale delle diverse Conferenze Episcopali, sintonizzate sulle esigenze della Nuova Evangelizzazione. Al primo posto la formazione, per la costruzione della fisionomia spirituale, dottrinale e apostolica del Milite. E' con questa identità dei suoi membri che la M.I. intende portare il proprio contributo nelle diverse aree di azione: catechesi, impegno sociale, iniziative umanitarie, proposte culturali. Integrando interiorità e azione, sviluppa i suoi programmi intorno a quattro linee fondamentali, ch’è merito del Centro Nazionale italiano aver per primo enucleato e proposto, in richiamo alle tematiche classiche di fede, liturgia, testimonianza, carità:

-          dimensione esistenziale: riconoscere nella consacrazione a Dio attraverso l'Immacolata il primato della vocazione alla santità;

-          dimensione ecclesiale: vivere la consacrazione nella Chiesa, per amare la Chiesa dal di dentro, da protagonisti, riconoscendo e professando la fede cattolica;

-          dimensione missionaria: partecipazione, nello spirito della consacrazione mariana, al fine apostolico della Chiesa; 

-          dimensione culturale: testimoniare la consacrazione nella società a servizio della dignità dell'uomo, in un clima di fraternità, di accoglienza e di gioia.

            La spiritualità della consacrazione a Dio attraverso l'Immacolata come fondamento dell'apostolato viene sostenuta e proposta a livello divulgativo pastorale da una trentina di periodici che in diverse nazioni portano prevalentemente il nome di "Cavaliere dell'Immacolata", ben nota denominazione della prima testata avviata da Padre Kolbe in Polonia e successivamente in Giappone. Alcuni di essi sono assai dignitosi per contenuto e impostazione grafica, come, ad esempio: Rycerz Niepokalanej di Niepokalanów e Santa Severa (Roma), Cavaliere dell’Immacolata in Italia, Immaculata negli USA, Ó Mílite in Brasile (Santo André), Ó Cavaleiro da Imaculada in Brasile (Jardim da Imaculada), El Hijo de la Virgen in Messico, Seibo-no-Kishi in Giappone, Sung-mo-ki-sa-hoi [Militia Immaculatae] in Corea, The Crusader in Inghilterra, Immaculata nella Repubblica Ceca. Di maggior rilievo è la rivista Miles Immaculatae, fondata dallo stesso san Massimiliano soprattutto per sacerdoti ed operatori pastorali, divenuta da tempo organo ufficiale del Centro Internazionale M.I. Come "semestrale di dottrina mariana e di formazione kolbiana”, con tiratura di 2.000 copie a numero, s'inserisce nell’itinerario ecclesiale di approfondimento della mariologia.

            Mezzo specifico di apostolato, ancora non sufficientemente robusto, è talora la radio: "Radio Kolbe" in Italia (Sicilia e Campania), "Radio Niepokalanów" e "Telewizja Niepokalanów" in Polonia, "Radio Inmaculada" in Paraguay. San Massimiliano voleva i Militi "lavoratori della penna, del microfono, dello schermo e di qualsiasi altro mezzo di comunicazione" (SK2 382, p. 806)), convinto che "un missionario di questo tipo conduce [alla religione] non le singole persone soltanto, ma le masse" (SK 2 1193, p. 2077).

            Il Centro più avanzato nel settore della comunicazioni sociali è quello di Santo André, Estado São Paulo in Brasile, dove la M.I. si presenta come una realtà ecclesiale riconosciuta e apprezzata da Cardinali, Vescovi e Sacerdoti, che spesso ne divengono sostenitori e membri. A livello organizzativo e di promozione protagonisti sono i laici, con la presenza di molte coppie di coniugi. Il Centro dispone di un'ampia struttura con diversi uffici: segreteria generale, sala computer, sala spedizioni, sala registrazioni, sala trasmissioni, sala riunioni, ufficio amministrativo. Ogni giorno sono al lavoro una 60na di persone, in un cantiere permanente di volontariato missionario, come espressione viva della consacrazione alla Madre di Dio. Nel settore di trasmissione collaborano una quarantina di Vescovi, 140 sacerdoti diocesani e religiosi, 4 Cardinali. Sono essi a garantire in prevalenza il contenuto dei programmi di "Radio Milícia da Imaculada", che trasmette 24 ore su 24, e a cui si collegano oltre duecento radio cattoliche private. Dal mese di aprile 1996 il Centro ha inaugurato un sistema di trasmissione via satellite che consente di raggiungere l'intero territorio brasiliano.

            A partire dal gennaio 1998, presso il Centro di Santo André si è verificata una svolta improvvisa, autonoma e forse anche autarchica: improvvisa perché non prevista né mai emersa o adombrata nella frequenza del dialogo Brasile-Roma, autonoma perché attuata unilateralmente dai responsabili di Santo André tenendo totalmente all’oscuro il Centro Internazionale (non so se anche la Curia Generale dell’Ordine), autarchica (rispetto al governo M.I.) perché avviata ormai a regime proprio come Istituto di diritto diocesano. Sono nati i “Missionari dell’Immacolata – Padre Kolbe”, ramo maschile delle benemerite “Missionarie dell’Immacolata – Padre Kolbe” fondate in Italia dal P. Luigi Faccenda OFMConv. Il Presidente e Assistente Internazionale è venuto a conoscenza dell’iniziativa soltanto attraverso la stampa della rivista locale Ó Mílite. Naturalmente continua l’intesa e la collaborazione con quel Centro, ma la situazione obiettiva locale è tendenzialmente mutata. Il fatto ritengo debba essere considerato con premurosa oculatezza.

            Riprendiamo il discorso a livello generale. Al suo interno la M.I. si studia di esprimere particolare cura per i giovani. La loro presenza si struttura in Movimento Giovanile Nazionale che, in Italia ad esempio, possiede un proprio progetto formativo-pastorale con un itinerario a tappe che, richiamando alcune idee-forza di san Massimiliano (l'Immacolata, l'Amore, la Missione), alla luce della Marialis cultus, orienta il cammino dei gruppi giovanili. Il piccolo testo a stampa, dal titolo Il nostro ideale, è divenuto valido sussidio anche per i giovani in Messico. Negli Stati Uniti d'America - dato quel particolare contesto culturale e religioso - quello dei giovani è conosciuto come un movimento che marca notevolmente i propri connotati: cattolico, mariano, eucaristico, apostolico. Il Centro Nazionale di Marytown porta avanti il suo programma formativo con il sussidio “Together with Mary”. A study programm of the Militia Immaculatae to be used by individuals or in groups led by a leader, (1997). Svolge anche un ampio servizio di animazione tramite i quattro centri “regionali” di Granby (Massachusetts), Stamford  (Connecticut), West Covina (California) e Valatie (New York).

3. Rapporto con gli Istituti d’ispirazione kolbiana

            Nella panoramica della M.I. nel mondo entrano anche gli Istituti d'ispirazione kolbiana. Sono veri e propri istituti di vita consacrata, secolari o religiosi, con legislazione autonoma, nati dal carisma di san Massimiliano Kolbe e centrati sulla sua metodologia apostolico-missionaria. Sorti in tempi diversi e in nazioni differenti, essi testimoniano la ricchezza dell'ispirazione kolbiana ed offrono un valido contributo alla causa della Milizia dell'Immacolata, senza tuttavia identificarsi con essa.

Sono Istituti religiosi:

a) di diritto diocesano, le Suore Francescane della Milizia dell'Immacolata, sorte in Giappone nel 1949, oggi presenti anche in Corea e Polonia;

b) di diritto diocesano, le Sorelle Minori di Maria Immacolata, nate a Roma nel 1983, presenti pure in Polonia, Stati Uniti d'America, Turchia;            

Sono Istituti secolari:

a) di diritto diocesano, le Missionarie-Militi dell'Immacolata, sorte in Italia (Catania 1950), con recente apertura anche in Messico;

b) di diritto pontificio, le Missionarie dell'Immacolata-Padre Kolbe, fondate in Italia (Bologna 1954),             operanti pure in Argentina, Bolivia, Brasile, California, Lussemburgo, Polonia;

c) di diritto diocesano, le Educatrici Missionarie-Padre Kolbe, fondate in Italia (Pergusa 1970).

Con tutti c'è un rapporto sereno di collaborazione e di intesa, anche se, cammin facendo, abbiamo dovuto subire un gesto pretestuoso e... inelegante da parte della responsabile al vertice di uno di questi Istituti.

4. L’Ordine e la M.I.

a) Considerazioni generali percepite nei miei giri d’orizzonte a contatto con Frati e operatori M.I. Si coglie in giro una rete di affermazioni forse un po’ sbrigative, ma che tuttavia devono indurre a riflettere:

* sulla figura di Padre Kolbe

“un caso a sé”, difficilmente ripetibile;

“non siamo della sua stessa statura”;

* sull’attualità della M.I.

“superata da altri movimenti”;

“non più ricadente sotto la responsabilità del nostro Ordine”;

“tendente al devozionismo”;

“eccesso di marianità a scapito del cristocentrismo teologico e spirituale”;

* sulla organizzazione e programmi

“organizzazione debole”

“carente di indirizzo catechetico proprio”

“non sostenuta da esperti in campo dottrinale”, ecc.

            Che dire? Parrebbero opinioni un po’ sommarie e riduttive, che possono nascondere disinformazione e fors’anche indolenza di fronte alle esigenze di un’adeguata formazione teologica nel solco della identità della nostra famiglia francescana. Con la M.I. il Padre Kolbe non ci ha consegnato un “prodotto finito”, ma un progetto, sempre da elaborare e da sviluppare nella fedeltà al patrimonio del carisma francescano ed al magistero della Chiesa, in cammino con la sua spiritualità e teologia. La tesi kolbiana dell’Immacolata come “punto focale” tra teologia, spiritualità e apostolato (pensiero di Paolo VI nell’omelia della beatificazione), non si potrà comprendere a fondo al di fuori dell’orizzonte della teologia francescana centrata sul primato assoluto di Cristo. A me pare che sul tema mariano, per stare a quel “filo d’oro” del quale parla San Massimiliano, dovrebbe essere più fertile e continuativo il magistero dell’Ordine.

     b) L’attualità della M.I. si coglie nelle radici mariane dell’Ordine francescano, secondo il pensiero di san Massimiliano che, riflettendo sul “filo aureo” della causa dell’Immacolata, afferma: “Ogni generazione deve aggiungere la propria fatica e i propri frutti a quelli delle generazioni precedenti... Noi che cosa vi aggiungeremo? (...)  Perciò ora si apre la seconda pagina della nostra storia: vale a dire seminare questa verità nei cuori di tutti gli uomini che vivono e vivranno fino alla fine dei tempi, e curarne l’incremento e i frutti di santificazione” (SK2 486, pp. 989-990). 

   La M.I., - quale “visione globale di vita cattolica sotto forma nuova, consistente nel legame con l’Immacolata, nostra Mediatrice universale presso Gesù” (SK2  1220, p.2129) – è una risposta a quel “noi che cosa vi aggiungeremo?”, in un momento storico nel quale sempre più frequente e sostanziale nel magistero della Chiesa si fa il riferimento alla Madre del Signore, che la riflessione teologica attuale presenta come “chiave di lettura del mistero cristiano”.

     c) La nuova identità della M.I.  è data oggi dal Decreto del Pontificio Consiglio per i Laici, promulgato l’8 gennaio 1998, che ne approvava in pari tempo i nuovi Statuti generali. Essa non è più “Pia Unione”, non è più un Movimento. Rientra nella tipologia giuridica dell’Associazione, con la qualifica di Associazione di fedeli, pubblica e universale a norma del can. 312, 1, 1° del CJC.

    Sulla portata giuridico-pastorale di tale realtà disponiamo già di due studi a firma del P. Francesco D’Ostilio il primo (portata giuridica del Decreto), e del P Jobe Abbass il secondo (rilievi giuridici dei nuovi Statuti). Novità di rilievo è che oggi, dall’autorità della Chiesa, la M.I. è eretta (non semplicemente riconosciuta) al rango di:

-         Associazione di fedeli (aperta a tutti: religiosi, contemplativi, clero diocesano, laici);

-         pubblica: una ed unica nella sua denominazione, trae la sua configurazione istituzionale da un Dicastero della Santa Sede che l’ha dichiarata  di diritto pontificio; essa opera quindi nomine Ecclesiae, ed ha personalità giuridica di fronte ai singoli Ordinari diocesani ed alle Conferenze Episcopali;

-         internazionale: in quanto esprime un’estensione geografica di fatto, ma soprattutto perché dice assenza di confini territoriali nell’ambito della Chiesa.

          Determinante, in questa considerazione, è il fatto che dietro la M.I. c’è la famiglia francescana dei Frati Minori Conventuali. Per l’autorità della Chiesa, la garanzia della M.I. è data dal patrimonio di dottrina e di santità dell’Ordine Francescano. Patrimonio non come un bene immobile circoscritto al passato o come semplice entroterra culturale a radice dell’ideale kolbiano, ma più cogentemente come un bene vitale, linfa che alimenta nel tempo il processo di crescita dell’Associazione. Dal riconoscimento giuridico ecclesiale deriva un’alta ragione morale in più perché l’Ordine si adoperi effettivamente nell’assicurare alla M.I. forme concrete e idonee di coinvolgimento, di assistenza e di promozione a livello internazionale, nazionale, provinciale, locale.

          d) I nuovi Statuti generali M.I. - Quarantasei articoli in formulazione semplice e snella, per presentare dell’Associazione: natura, fine, mezzi, formazione dei membri e apostolato, organizzazione e governo. Pur nella difficoltà di armonizzare carisma e istituzione, essi mirano in sintesi 

-         a delineare la M.I. nella sua identità storica e nella ricchezza di orizzonte pastorale secondo il pensiero del fondatore;

-         a richiamarne il legame di origine e di governo con l’Ordine, senza tuttavia privatizzare o identificare riduttivamente con il modulo francescano l’ampiezza di carisma della Associazione;

-         ad aggiornarla alle prospettive della nuova ecclesiologia, soprattutto in merito al ruolo dei laici.

 5. Congresso di Brasília (5-12 ottobre 1998).           

            Per meglio entrare in tali tematiche, abbiamo organizzato in Brasile – come già accennato - un Congresso internazionale sul tema: “Il volto attuale della M.I. Come rispondere alle attese della Chiesa alle soglie del nuovo millennio”. Dall’insieme delle relazioni e dal confronto in aula, sono emersi alcuni rilievi intorno a tre nuclei centrali: l’Ordine francescano dei Frati Minori Conventuali, la figura di P. Kolbe, i laici.

  a) L’Ordine. Incomprensibile sarebbe s. Massimiliano senza la sua identità francescana. Egli evolve il carisma dell’Ordine attraverso il triplice itinerario: via amoris, via poenitentiae, via Mariae. Incomprensibile pure la sua visione mariana e particolarmente la dottrina sull’Immacolata, al di fuori del cristocentrismo della scuola francescana.

Tra la nostra famiglia e la M.I. esiste un triplice legame: di genesi storica, di ispirazione carismatica, di continuità di governo.

I recenti Statuti, conferendo alla M.I. la nuova personalità giuridica di Associazione di fedeli pubblica e internazionale, la pongono alle dipendenze della Sede Apostolica, dalla quale riceve la missione di perseguire i propri scopi a nome della Chiesa, ma sotto la garanzia dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, cui essa rimane sempre strettamente unita, con una più evidente responsabilità del Ministro Generale (cf. ad esempio gli artt. 25, 26, 45).

  b) Padre Kolbe. Noi non siamo chiamati a imitare tout court san Massimiliano ma ad ispirarci a lui. L’eredità kolbiana non è una cosa (giornali, riviste, tv, radio, imprese), ma un modo di essere, in un orizzonte esistenziale che integra dottrina, spiritualità, missione.

Il tema mariano non esaurisce la figura del Kolbe. San Massimiliano dice molto di più che non la sola sua ispirazione mariana. E’ la sua identità, la sua figura globale di apostolo, di santo, di martire, di teologo, di profeta  che occorre tenere presente.

Alla luce dell’esperienza del Santo, i temi centrali della M.I. – consacrazione, comunione, apostolato - non vanno considerati in una visione gerarchica, ma come spazio vitale di valori in circolo, che si rigenerano e rigenerano.

  c) I laici. Anche la M.I. deve saper accompagnare i laici nel loro passaggio di ruolo da destinatari a protagonisti della vita ecclesiale. Cammino non facile, che richiede l’impegno primario di noi religiosi, che misuriamo talora difficoltà soggettive nel gestire un itinerario formativo per laici adulti.

  Obiettivamente constatiamo che la M.I. stenta ancora ad offrire, nel suo insieme, il volto di una realtà ecclesiale dinamicamente organica, con una proposta pastorale ben definita nel contenuto e nei metodi. Non ha prodotto sinora programmi sintonizzati sul protagonismo dei laici secondo gli orientamenti del magistero della Chiesa, che "sollecita i laici ad essere presenti, all'insegna del coraggio e della creatività intellettuale, nei posti privilegiati della cultura, quali sono il mondo della scuola e dell'università, gli ambienti della ricerca scientifica e tecnica, i luoghi della creazione artistica e della riflessione umanistica" (ChL 44). Sono gli stessi orizzonti che con accento profetico san Massimiliano indicava quando, in data 22/03/1924, oltre sessantacinque anni prima dell'Esortazione Apostolica di Giovanni Paolo II, scriveva: "Con l'aiuto dell'Immacolata dobbiamo tendere a questo: che i fedeli Cavalieri dell'Immacolata si trovino dappertutto, ma specialmente nei posti più importanti come: 1) l'educazione della gioventù [...], 2), la direzione dell'opinione delle masse [...], 3) le belle arti [...], perché i nostri Militi dell'Immacolata divengano in ogni campo i pionieri e le guide nella scienza... In una parola, la Milizia impregni tutto e in uno spirito sano guarisca, rafforzi e sviluppi [ogni cosa] alla maggior gloria di Dio per mezzo dell'Immacolata e per il bene dell'umanità" (SK2 92, p. 430).

  In linea con tale esigenza, gli attuali Statuti generali richiedono un congruo periodo di preparazione per coloro che intendono vivere l’esperienza cristiana nel solco dell’ideale kolbiano. Più di un Centro nazionale comincia a farsi carico di un piano specifico di formazione, anche nella prospettiva di una partecipazione più qualificata alla vita di gruppo in dimensione ecclesiale. Il Centro nazionale italiano ha in cantiere tre importanti iniziative: a) una Scuola di formazione per animatori M.I., basata su un metodo semplice di apprendimento: lettura della Bibbia e celebrazione della Parola; b) il Progetto formativo M.I. rivolto agli animatori laici; c) la regola di vita dal titolo “Ama. Questo è tutto”. Itinerario del cristiano impegnato nella M.I.     

        Rientrano nell’ambito dell’approfondimento dottrinale, a sostegno delle esigenze di formazione, le iniziative editoriali curate dal Centro Internazionale nell’ultimo triennio con la pubblicazione dei volumi:

-         Jean-François de Louvencourt, o.c.s.o., Saint Maximilien Kolbe, ami et docteur de la prière, Roma 1998, pp. 628. Opera già tradotta e in revisione per la stampa in polacco (Niepokalanów), in inglese (Marytown, USA), in italiano (Roma), in spagnolo (Roma):

-          aa. vv., Il volto attuale della Milizia dell’Immacolata, a cura di Eugenio Galignano, Atti del Congresso Internazionale di Brasilia (ottobre 1998), Roma 1999, pp. 260;

-         aa. vv., San Massimiliano Kolbe e la Nuova Evangelizzazione, a cura di Eugenio Galignano, Atti del Congresso internazionale di Niepokalanów (settembre 1994), Roma 1999, pp. 445.

6. Adempimenti, prospettive, problemi.

            Il primo adempimento previsto dagli Statuti è stato realizzato a conclusione dello stesso Congresso di Brasilia, con la costituzione del Consiglio di Presidenza internazionale (art. 33). Oggi risulta così composto:

-         Assistente e Presidente: Fr. Eugenio Galignano (Roma, Italia)

-         Vice Presidente: Fr. Patrick Greenough (Libertyville, Il., USA) 

-         Segretaria: Maria Stella Benedetti (Lanciano, Italia)

-         Economo: Angelo Benincasa (Roma, Italia)

-         Consigliere: Fr. Jobe Abbass (Halifax, Canada, residente a Roma)

-         Consigliere: Fr. Jan Olszewski (Polonia)

-         Rappresentante legale: Fr. Jobe Abbass.

            La presenza di tale organismo segna un elemento di novità nella vita dell’Associazione, che entra così in una gestione collegiale di comunione e di corresponsabilità. Il Consiglio, riunito appena due volte, si può dire ancora in rodaggio, ma già se ne intravedono i vantaggi. Il suo primo obiettivo è stato quello di formulare uno specimen o schema orientativo che aiuterà i singoli Centri territoriali nella stesura del Direttorio nazionale per l’attuazione degli Statuti generali.

            Altro adempimento: il riconoscimento giuridico del Centro Internazionale. Si tratta, del riconoscimento in persona giuridica o ente morale quale "Associazione religiosa" secondo la legge dello Stato Italiano, in parallelo e a complemento dell'identità giuridico-ecclesiale ottenuta con il decreto di approvazione degli Statuti (8 gennaio 1998). In forza della normativa civile, ogni attività commerciale-editoriale è sottoposta all'autorizzazione del Tribunale civile, della Camera di commercio, del Registro della Stampa periodica, con conseguenti obblighi di natura amministrativo-fiscale come: dichiarazione dei redditi, I.V.A., SIAE (Società Italiana Autori ed Editori), tasse, manutenzione dei Registri di carico e scarico, ecc. Analogo adempimento hanno già percorso ad esempio le Ediçôes Kolbe del Centro Nazionale M.I. in Brasile, il Centro M.I. di São Paulo (Brasile), il Centro Nazionale Marytown degli USA, il Centro Nazionale italiano.

            Per il Centro Internazionale la pratica è in itinere, d’intesa con la Procura generale dell’Ordine, dopo alcuni contatti informativi con due Studi legali.

              Tra le prospettive, la più immediata e di maggiore rilievo è la lettura interdisciplinare degli Scritti kolbiani. É un impegno di grossa portata, già in stato avanzato, che vede coinvolte tre istituzioni accademiche: l’Associazione Mariologica Interdisciplinare italiana (AMI), la Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” e la Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura”. Un’équipe di studiosi (religiosi e laici, francescani e molti non francescani) leggerà da differenti prospettive dottrinali il testo kolbiano: dogmatica, teologia spirituale, cristologia, ecclesiologia, sacra scrittura, antropologia, sociologia, mariologia, catechetica, ecumenismo, ecc., per giungere, se possibile, ad una presentazione globale del pensiero di san Massimiliano alla luce della riflessione teologica attuale. Sarà la risposta – tanto attesa – alla diffusa esigenza di ermeneutica ed inculturazione delle intuizioni di Padre Kolbe. I risultati della “lettura” operata degli studiosi saranno presentati in un Congresso internazionale fissato per la seconda decade di settembre del 2001 con tema generale: “San Massimiliano Kolbe ieri e oggi. Approccio interdisciplinare alla personalità e agli Scritti”.

            Esprimiamo l’auspicio che il simposio aiuti soprattutto i Religiosi della nostra Famiglia a superare demotivazioni, incertezze, ritardi, immobilismi.

            Torno a ribadire, in chiusura, un’urgenza pratica per tutti evidente: il potenziamento del Centro Internazionale. A Roma ci sobbarchiamo da anni ad una condizione di solitudine e di continuata precarietà. E’ impensabile che la buona volontà di una sola persona possa rispondere in forma adeguata alle esigenze di animazione e di governo di una istituzione come la M.I. Il Centro non è un ufficio burocratico ad horas, ma un cantiere aperto, luogo di confronto e di proposte, ambiente di collegamento quotidiano su fronti diversi, anche in considerazione delle urgenze - sempre crescenti - indotte dalla rapidità delle comunicazioni via Internet. Già il solo sistema Internet esigerebbe la presenza di una persona che vi si dedichi con competenza e continuità. Si aggiunga inoltre che, con il nuovo titolo di riconoscimento ecclesiale della M.I., siamo talora interpellati dal Pontificio Consiglio per i Laici e da altre istituzioni ecclesiali: a tutti occorre dare risposte immediate e concludenti.

            Nel disbrigo del normale lavoro di ufficio ci siamo avvalsi finora – e ne siamo riconoscenti - della collaborazione episodica di qualche esponente di istituti kolbiani e di un paio di laici in regime di volontariato. Si richiede tuttavia una presenza effettiva basata su criteri di sistematicità e di continuità. L’optimum sarebbe la costituzione a Casa Kolbe in via di san Teodoro in Roma – sede storica e ora anche sede legale (Statuti generali 37) della M.I. – di una comunità specifica che, come già avviene a Marytown negli USA e a Santo André in Brasile, raccolga insieme religiosi e laici a pieno ed esclusivo servizio dell’opera. Sarebbe questo un progetto di M.I./3 in linea con gli Statuti generali (art. 20), intorno al quale intende prudentemente lavorare il Consiglio di Presidenza internazionale. Intanto osiamo sperare che, con l’avvio del nuovo sessennio, il Centro possa disporre almeno di una terna di Frati, in iniziale équipe multilingue.

            Altrimenti, si va incontro al rischio della “ingovernabilità”, con il fenomeno della “fuga in avanti” (leggi: Colombia, Ecuador, South Africa, Cameroun...).

Conclusione

            Ringrazio il Ministro generale e Moderatore M.I., P. Agostino Gardin, per l’accoglienza comprensiva che di volta in volta ha riservato alle mie richieste di colloquio, pur tra le quotidiane “priorità e urgenze” derivate dal suo servizio all’Ordine. Ringrazio i Ministri Provinciali che in maniera diretta o indiretta sostengono il lavoro del Centro Internazionale. Particolare riconoscenza esprimo ai membri del Consiglio di Presidenza internazionale per il contributo morale e di idee che responsabilmente offrono per il nuovo cammino dell’Associazione. Io e loro sappiamo di poter contare sul sacrificio, sullo studio e sulla preghiera di tanti umili e zelanti confratelli che – in incognito - nel mondo hanno a cuore lo sviluppo e l’assimilazione della eredità kolbiana.        

            Alla promozione giuridico-ecclesiale deve ora corrispondere un rilancio pastorale della Milizia dell’Immacolata. Protagonisti, per senso storico e responsabilità di famiglia, non possono essere che i Frati Minori Conventuali.

Roma 3 ottobre 2000

 

Fr. Eugenio Galignano, OFMConv
Presidente e Assistente internazionale

  N.B.

A norma degli Statuti generali M.I. art. 28, il presente testo è stato letto, discusso e approvato dal Consiglio di Presidenza internazionale riunito a Roma nei giorni 9-11 ottobre 2000.